Il dolore
Perseguita una donna: condannato
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Un altro caso di stalking arriva in aulaTre anni e due mesi per stalking e vandalismi
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PESCIA. Perseguitava telefonicamente una donna, ma l'aveva anche derubata e fatta oggetto di atti di vandalismo: per questo motivo il giudice Roberto Tredici ha condannato un uomo di 74 anni (U.R. le iniziali) di Massa Cozzile a tre anni e due mesi di carcere e al pagamento delle spese processuali. Un caso di stalking, aggravato dai reati di furto e vandalismo (risalente al 2007), quello affrontato in tribunale e che vedeva contrapposti l'uomo di Massa, difeso dall'avvocato Nino Marchetti, e la sua vittima, una donna di 46 anni, residente a Pescia, assistita dall'avvocato Giuseppe Modaro. L'uomo doveva rispondere di sette capi d'imputazione, che andavano dal danneggiamento alle molestie. Dalle prime due accuse (relative all'incendio - nella notte del 6 giugno 2007 - dell'auto e dello scooter della donna, ma anche dell'auto di una terza persona) l'uomo è uscito assolto. Non così dalle altre. L'uomo è stato riconosciuto colpevole di aver pedinato la sua vittima (nel periodo tra il giugno e l'agosto 2007) nei luoghi che frequentava e anche sul posto di lavoro, oltre ad averla molestata telefonicamente, con chiamate, messaggi in segreteria ed sms. Oltre alle molestie però nel bilancio si sono aggiunte altre accuse, per le quali l'uomo è stato riconosciuto colpevole: lo spargimento - il 15 giugno del 2007 - di diserbante sulle piante che si trovavano nel giardino della donna o l'aver forzato lo sportello della Fiat Panda della donna (il 22 agosto del 2007 a Montecatini) per rubare la borsa contenente 70 euro e vari documenti. Quest'ultimo episodi fu accompagnato da un altro gesto vandalico nei confronti dell'auto, ossia la foratura di un pneumatico dello stesso, altro gesto per il quale l'uomo è stato riconosciuto colpevole. Infine l'ultimo episodio, tra quelli portati in tribunale, risalente al dicembre sempre del 2007: mentre la donna stava cercando di scendere dall'auto su cui si trovava, sul lato del passeggero, il suo persecutore cercò di impedirle di uscire, spingendo energicamente dall'esterno lo sportello, mentre la donna cercava in ogni modo, ma inutilmente, di uscire, cercando di far forza anche con i piedi pur di riuscire ad aprire.
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