Il Tirreno

Montecatini

Schiaffo della Lega al Pdl

Luca Signorini

Lite a Pieve, a Pescia il Carroccio esce dalla maggioranza

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 PIEVE A NIEVOLE. La Lega Nord contro tutti. Braccio di ferro con il Pdl (a livello provinciale), appoggio esterno alla maggioranza (a Pescia) e accuse di "inciucio" al Pd (a Pieve a Nievole). La goccia che ha fatto sbottare i militanti locali del Carroccio, è arrivata in consiglio comunale a Pieve.  Il capogruppo Pdl, Alessandro Rossi, quasi a fine seduta, ha chiesto all'assemblea di rimuovere il consigliere Alessandro Venturini (ex Pdl, da poco approdato alla Lega) dalla commissione urbanistica e lavori pubblici.  Franco Panzi, consigliere anziano del Pdl, in disaccordo con il suo capogruppo, ha costretto il consesso alla votazione segreta. E con 6 voti (1 del Pdl e 5 della maggioranza Pd) a favore e 4 astensioni, è passata la richiesta di Rossi: Venturini viene così estromesso dalla commissione (l'unica in cui era presente) a favore del capogruppo Pdl (che, tra l'altro, era già presente in commissione senza però diritto di voto, essendo capogruppo, che ora acquista).  Le motivazioni di fondo, per la battaglia interna al centrodestra, sono però altre: «Il Pdl non ha rispettato le promesse fatte con la Lega in campagna elettorale - spiega il coordinatore provinciale Fabrizio Bonelli - mi riferisco alla situazione di Pescia e Chiesina Uzzanese. Nei due Comuni, anche se l'esponente della Lega non raggiungeva le preferenze minime per essere eletto in consiglio, avevamo raggiunto un accordo, puntualmente disatteso, secondo il quale il nostro politico entrava lo stesso in consiglio o, addirittura nel caso di Pescia, prendeva una poltrona di assessore. In più, si è aggiunto questo nuovo attacco a Pieve».  Se nel piccolo comune pievarino la forza della Lega non era (e non è) determinante, nella città dei fiori, la valenza politica delle camice verdi è di ben altra fattura.  A Pescia, dopo le ultime magagne, il coordinamento provinciale ha deciso di svincolarsi dai programmi fatti con il Pdl in campagna elettorale.  In pratica la Lega esce dalla maggioranza garantendo l'appoggio esterno all'amministrazione Marchi.  Mantiene due consiglieri in assemblea (il presidente del consiglio comunale Oliviero Franceschi che, per abdicare, necessita di una sfiducia tecnica e il capogruppo Alessandro Ricciarelli), ma si riserva «di respingere o approvare proposte e atti senza vincoli di maggioranza», chiosa Bonelli. Un altro discorso interessa anche il Pd: «Visto come è passata la richiesta di estromissione di Venturini nella commissione urbanistica di Pieve - continua Bonelli - con 5 voti del Pd e 1 del Pdl, chi mi garantisce che i due partiti, sempre avversari, non stringano altri accordi futuri?» Il Carroccio chiude puntando il dito contro il coordinatore provinciale Pdl, Alberto Lapenna: «Loro danno lezioni a noi di cambi di casacca, ricordiamo che il responsabile in provincia (Lapenna, ndr) avrà cambiato partito 5 volte. Rispediamo al mittente le accuse, noi siamo un movimento unito e non certo incoerente». La bagarre politica è in continua e costante ascesa.

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