Finanza
Non si toccano i centri storici ma le aree in deroga perderebbero 11 festività fra tre anni
Meno aperture domenicali
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Shopping in centro a Montecatini: qui le aperture domenicali resteranno invariateAssociazioni in disaccordo con i sindaci della zona
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MONTECATINI. Venticinque deroghe generali per l'obbligo di chiusura domenicale e festiva, apertura tutte le domeniche nei centri storici e nelle località montane e collinari, ulteriore deroga per le aree commerciali consolidate (che dovranno però rinunciare a 6 festività e 5 domeniche entro 3 anni). Sono questi i punti principali di un documento condiviso da commercianti e sindacati. Si tratta della controproposta delle categorie economiche (negozi di vicinato, media e grande distribuzione) e dei sindacati al progetto presentato dalla conferenza dei sindaci. Il documento è stato consegnato ieri ai rappresentanti di tutti i Comuni della Valdinievole e, coordinato dalla Confesercenti, è frutto degli incontri tra le parti sociali che partecipano al tavolo di concertazione.
Quest'ultimo è finalizzato alla ricerca di un accordo che deroghi ai limiti previsti dalla legge (8 domeniche più dicembre). Nel testo del documento si legge: «I soggetti che sottoscrivono la proposta, componenti il tavolo di concertazione in materia di orari, prendono atto che l'idea avanzata dai Comuni, fra le aree con possibilità di aperture in deroga, prevede l'inserimento di nuove zone del territorio periferiche connotate da prossimo sviluppo di media e grande distribuzione. Tale ipotesi contrasterebbe con le finalità della normativa regionale del commercio in quanto comporterebbe un'alterazione degli equilibri esistenti fra le varie tipologie delle strutture distributive. E' già stato inoltre raggiunto un accordo in materia di orari per tutta l'area vasta Firenze - Prato - Pistoia (che stabilisce un numero massimo di 22 deroghe all'obbligo di chiusura domenicale e festiva».
«All'obbligo di chiusura domenicale e festiva - si legge in un comunicato della Confesercenti - categorie e sindacati propongono quale regola generale di individuare un numero massimo di 25 giornate di deroghe (compreso dicembre). Esistono poi deroghe per aree specifiche (che consentono l'apertura dei negozi in tutte le giornate festive e nelle domeniche), quali i centri storici (così come definiti dalla disciplina urbanistica locale e regionale) e nelle aree collinari e montane. Infine, le stesse deroghe vengono proposte anche per le aree caratterizzate da realtà commerciali esistenti in cui si sono nel tempo consolidate le aperture domenicali e festive generalizzate (così come stabilito dalla vecchia regolamentazione). Per queste ultime devono però essere seguite alcune modalità che porteranno alla chiusura di 6 giornate festive nel giro di 3 anni (2 il primo anno, 4 il secondo e 6 il terzo) e di 5 domeniche (2 il primo anno, 4 il secondo e 5 il terzo)».
Molte, pertanto, le differenze con la proposta dei Comuni, che prevedeva che le aperture domenicali salissero a 28 più dicembre e che le deroghe comprendessero un'area che andava ben al di là della definizione di "centro storico". Con il documento delle associazioni, invece (per fare qualche esempio), escono di scena le aree industriali di Chiesina e dei Maestri del lavoro a Monsummano (niente deroghe per la nuova Coop, per Eurospin, per l'hard discount in apertura a Grotta Parlanti e per Cintolese) e vengono molto ridimensionate le richieste di Larciano. L'Esselunga di Montecatini, invece, in quanto rientrante nella categoria di "area commerciale consolidata", dovrebbe rinunciare a 5 domeniche tra 3 anni.
Quest'ultimo è finalizzato alla ricerca di un accordo che deroghi ai limiti previsti dalla legge (8 domeniche più dicembre). Nel testo del documento si legge: «I soggetti che sottoscrivono la proposta, componenti il tavolo di concertazione in materia di orari, prendono atto che l'idea avanzata dai Comuni, fra le aree con possibilità di aperture in deroga, prevede l'inserimento di nuove zone del territorio periferiche connotate da prossimo sviluppo di media e grande distribuzione. Tale ipotesi contrasterebbe con le finalità della normativa regionale del commercio in quanto comporterebbe un'alterazione degli equilibri esistenti fra le varie tipologie delle strutture distributive. E' già stato inoltre raggiunto un accordo in materia di orari per tutta l'area vasta Firenze - Prato - Pistoia (che stabilisce un numero massimo di 22 deroghe all'obbligo di chiusura domenicale e festiva».
«All'obbligo di chiusura domenicale e festiva - si legge in un comunicato della Confesercenti - categorie e sindacati propongono quale regola generale di individuare un numero massimo di 25 giornate di deroghe (compreso dicembre). Esistono poi deroghe per aree specifiche (che consentono l'apertura dei negozi in tutte le giornate festive e nelle domeniche), quali i centri storici (così come definiti dalla disciplina urbanistica locale e regionale) e nelle aree collinari e montane. Infine, le stesse deroghe vengono proposte anche per le aree caratterizzate da realtà commerciali esistenti in cui si sono nel tempo consolidate le aperture domenicali e festive generalizzate (così come stabilito dalla vecchia regolamentazione). Per queste ultime devono però essere seguite alcune modalità che porteranno alla chiusura di 6 giornate festive nel giro di 3 anni (2 il primo anno, 4 il secondo e 6 il terzo) e di 5 domeniche (2 il primo anno, 4 il secondo e 5 il terzo)».
Molte, pertanto, le differenze con la proposta dei Comuni, che prevedeva che le aperture domenicali salissero a 28 più dicembre e che le deroghe comprendessero un'area che andava ben al di là della definizione di "centro storico". Con il documento delle associazioni, invece (per fare qualche esempio), escono di scena le aree industriali di Chiesina e dei Maestri del lavoro a Monsummano (niente deroghe per la nuova Coop, per Eurospin, per l'hard discount in apertura a Grotta Parlanti e per Cintolese) e vengono molto ridimensionate le richieste di Larciano. L'Esselunga di Montecatini, invece, in quanto rientrante nella categoria di "area commerciale consolidata", dovrebbe rinunciare a 5 domeniche tra 3 anni.
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