Finanza
La crisi. La ditta di Santa Lucia ha rappresentato il settore edile della provincia alla manifestazione dell’Ance a Roma
«Ci sono Comuni che non pagano da due anni»
Pietro Barghigiani
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Lavori stradali in un cantiere edileLo sfogo della Massagli Costruzioni per i ritardi degli enti pubblici a saldare i conti
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UZZANO. «Le amministrazioni ci applicano le penali se ritardiamo di qualche giorno la consegna dell'opera. Quando poi si tratta di riscuotere dobbiamo aspettare i loro tempi. Che a volte, come nel nostro caso, arrivano anche ad attese di due anni». Lo sfogo di Silvia Michelotti, responsabile amministrativa e tra i soci della Massagli Costruzioni di Santa Lucia, rimbalza fino a Roma, nella piazza davanti alla Camera dei Deputati. e torna ad Uzzano carico di speranze. Con lei in piazza alla manifestazione dell'Ance (associazione nazionale costruttori edili) c'erano altri due dipendenti della ditta, una tecnica e un'amministrativa. La Massagli Costruzioni portava un ideale gonfalone di categoria in rappresentanza della provincia di Pistoia.
«Eravamo l'unica impresa del settore della provincia alla manifestazione di Roma - aggiunge Michelotti -. I problemi sono quelli di tutti. Le aziende più solide riescono a sostenere i ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Quelle meno forti soffrono e vanno in difficoltà. Anche perché banche e fornitori devono essere pagati». La protesta degli impresari edili ha portato nella capitale circa tremila titolari di aziende. Vogliono un governo che metta l'edilizia tra le sue priorità e acceleri i pagamenti delle pubbliche amministrazioni. «Basterebbe attenersi alla direttiva comunitaria che prevede il pagamento trenta giorni dopo la presentazione dello stato di avanzamento dei lavori - sottolinea Silvia Michelotti -. Ma l'Italia non ha recepito questa direttiva. Abbiamo manifestato nella speranza che le cose cambino. I Comuni dicono di non poter pagare perché devono rispettare il patto di stabilità».
La Massagli Costruzioni lavora quasi esclusivamente con enti pubblici soprattutto per realizzare opere stradali. Dalle rotonde all'asfaltatura, dalle fognature agli acquedotti. Conta venti dipendenti e nel 2009 ha fatturato circa 1,8 milioni di euro. «Ci sono due Comuni della Valdinievole e altri della Lucchesia che ci devono pagare da almeno due anni importi per centinaia di migliaia di euro - dichiara Michelotti -. Ormai aspettare un anno per il saldo è la norma. Non vogliamo arrivare a chiedere i decreti ingiuntivi perché con questi enti continuiamo a lavorare visto che nel privato il settore è quasi fermo. Già il margine sugli appalti è sempre più risicato se poi dobbiamo affrontare anche le lungaggini per riscuotere diventa tutto più complicato».
«Eravamo l'unica impresa del settore della provincia alla manifestazione di Roma - aggiunge Michelotti -. I problemi sono quelli di tutti. Le aziende più solide riescono a sostenere i ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Quelle meno forti soffrono e vanno in difficoltà. Anche perché banche e fornitori devono essere pagati». La protesta degli impresari edili ha portato nella capitale circa tremila titolari di aziende. Vogliono un governo che metta l'edilizia tra le sue priorità e acceleri i pagamenti delle pubbliche amministrazioni. «Basterebbe attenersi alla direttiva comunitaria che prevede il pagamento trenta giorni dopo la presentazione dello stato di avanzamento dei lavori - sottolinea Silvia Michelotti -. Ma l'Italia non ha recepito questa direttiva. Abbiamo manifestato nella speranza che le cose cambino. I Comuni dicono di non poter pagare perché devono rispettare il patto di stabilità».
La Massagli Costruzioni lavora quasi esclusivamente con enti pubblici soprattutto per realizzare opere stradali. Dalle rotonde all'asfaltatura, dalle fognature agli acquedotti. Conta venti dipendenti e nel 2009 ha fatturato circa 1,8 milioni di euro. «Ci sono due Comuni della Valdinievole e altri della Lucchesia che ci devono pagare da almeno due anni importi per centinaia di migliaia di euro - dichiara Michelotti -. Ormai aspettare un anno per il saldo è la norma. Non vogliamo arrivare a chiedere i decreti ingiuntivi perché con questi enti continuiamo a lavorare visto che nel privato il settore è quasi fermo. Già il margine sugli appalti è sempre più risicato se poi dobbiamo affrontare anche le lungaggini per riscuotere diventa tutto più complicato».
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