Sicurezza
LA PROPOSTA
IL SINDACO BELLANDI CONVOCHI GLI "STATI GENERALI" DELLA CITTA'
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La profonda crisi che interessa la nostra città ha determinato una divaricazione fra le sue componenti economico - sociali. Per quasi tutto il secolo scorso, i cittadini, gli albergatori e i commercianti di Montecatini hanno avuto un interesse in comune che adesso è venuto meno. La città aveva una propria caratterizzazione: era una realtà termale che garantiva ricchezza e lavoro. a) Gli albergatori traevano notevoli profitti dalla grande affluenza di; b) i commercianti facevano buonissimi affari con i clienti degli alberghi e con i turisti dei fine settimana; c) le famiglie avevano comunque garantito per i propri figli un dignitoso posto di lavoro nel settore turistico. Per questo motivo i cittadini sopportavano di buon grado le limitazioni tipiche di una cittadina termale (traffico contingentato, necessità del massimo decoro anche nel vestiario etc.), mentre gli albergatori e i commercianti non avevano visioni diverse sulle politiche del traffico, dell'apertura dei locali, sui lavori pubblici, sulle questioni urbanistiche. La crisi profonda e strutturale delle terme ha rotto questo virtuoso equilibrio e adesso sembra di assistere ad un tutti contro tutti. Gli albergatori propongono una città completamente diversa dai commercianti. I primi la propugnano senza traffico, salvo poi ammettere che i bus entrino e portino il loro carico di smog e di code; i secondi pretenderebbero che il traffico fosse libero come non avviene più in nessuna città del mondo. I cittadini infine tollerano sempre meno quei provvedimenti che sono opportuni per gli interessi di una città turistica termale. Eppure, nessuno ha torto. Tutti aspirano a tornare ai livelli di prosperità che hanno perduto. Il problema è che prima tutto funzionava perché era vincente il sistema città, dotato di un prodotto competitivo: le terme. Venuto meno questo motore, le conseguenze sono state che: a) gli albergatori sono sempre più in affanno e siccome devono sopravvivere sono costretti ad accettare clienti sempre meno "buoni" e ad abbassare i prezzi; b) i commercianti non trovano più beneficio da una clientela che non vive più la città e si rivolgono sempre più ai non turisti, enfatizzando l'efficacia di un traffico senza limitazioni; c) i cittadini, che non vivono più su un'economia turistica, non hanno più interesse ad accettare provvedimenti che rendano più scomodo vivere a Montecatini. L'equilibrio sociale si è rotto e tutte le componenti della città portano avanti il loro interesse particolare. A questo punto si deve smettere con la retorica che sia possibile uscire dalla crisi con un po' di terme, un po' di turismo sportivo, un po' di congressuale... Solo recuperando una sua tipizzazione la città potrà rinascere. Quale città vuole essere Montecatini? Questa è la risposta che deve dare la politica e rispetto alla quale tutti, negli ultimi 20 anni, hanno fallito. Convochi il sindaco una grande conferenza cittadina, una sorta di "Stati Generali", e tutti esprimano la loro opinione. E si sottoscriva un nuovo patto sociale e un nuovo e condiviso progetto di rilancio. (Riccardo Sensi è consigliere comunale del Pdl)
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