Proteste
Raid identici in due tabaccherie
Pietro Barghigiani
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Giovanni Verdiani indica la vetrina in frantumi I ladri portano via stecche di sigarette, soldi e schede telefoniche
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LAMPORECCHIO. È uno stillicidio quotidiano di furti e vetrine spaccate. Dopo il tentato colpo alla gioielleria Salcino di Montecatini, i ladri, non è escluso che siano gli stessi o che facciano parte di gruppi che lavorano insieme, hanno visitato una tabaccheria a Lamporecchio e una a Larciano per un conto finale, tra refurtiva e danni, di almeno 8mila euro. E tra i commercianti viene invocata un'attenzione maggiore nella videosorveglianza dedicata a chi lavora in settori ritenuti a rischio microcriminalità. Andiamo con ordine. In via Vittorio Veneto a Larciano verso le 4,30 con un tombino ignoti hanno sfondato la vetrina de "La Fenice" di Mauro Crescioli. Sono entrati nonostante l'allarme scattato quando il vetro è andato in frantumi. In pochi secondi hanno arraffato decine di schede telefoniche portandosi via anche la macchinetta cambiamonete usata per gli spiccioli da usare nelle slot-machine. «L'hanno proprio presa di peso - racconta Crescioli -. In tutto avranno rubato sui 4mila euro. Non hanno avuto il tempo di arrivare alle slot-machine. È la prima volta che subisco un furto e vorrei sperare sia anche l'ultima». Alla stessa ora anche la tabaccheria Verdiani di Lamporecchio ha ricevuto la visita dei malviventi. I carabinieri stanno cercando di capire se si tratti della stessa gang di Larciano e Montecatini o se, comunque, ci siano dei collegamenti tra i banditi che potrebbero agire in contemporanea per dirottare su un luogo le forze dell'ordine allertate dall'allarme trovando così campo libero altrove. «Dal 2006 con quello dell'altra notte è il terzo furto che subisco - esordisce Giovanni Verdiani -. Per fortuna sono stati di lieve entità grazie alle precauzioni che prendiamo. I ladri sono passati da piazza IV Novembre, una zona buia dove ci sono i negozi più importanti del paese. Con un tombino hanno spaccato la vetrina per poi entrare e prendere un cassetto con alcune schede telefoniche e una quindicina di stecche di sigarette. Hanno anche tentato di entrare nella sala dove ho le slot-machine, ma sono stati fermati dal cancellino di protezione. Uno deve anche aver picchiato la testa perché sulla lamierina a un'altezza di circa 1,60-1,70 m ho trovato una specie di incavo. Nella foga di mettere le mani sul cambiamonete può aver battuto la testa contro il cancello nascosto da una tenda. Tra danni e bottino questo episodio mi costerà almeno 4mila euro». Verdiani è dell'idea che sul tema della sicurezza il Comune dovrebbe dedicare un'attenzione particolare alle tabaccherie. «Lavoriamo in ambienti vulnerabili, ma sembra che non se ne accorgano - afferma il commerciante -. Le telecamere e le luci volute dal Comune sono puntate su aree a bassissimo rischio anziché illuminare attività come le nostre più esposte al crimine. È una sottovalutazione del problema a cui andrebbe posto rimedio».
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