Attenzione
Sospiro di sollievo degli imprenditori dopo un convegno che si è tenuto al Vittoria Congressi
Alberghi salvati dalle deroghe
David Meccoli
◗
Piscine negli hotel: il nuovo regolamento sugli impianti natatori potrebbe portare novità anche a queste strutture aperte al pubblico Allo studio correttivi del nuovo regolamento della Regione
3 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Deroghe e proroghe salvano (per ora) le oltre quaranta piscine degli alberghi montecatinesi. Un nuovo regolamento di attuazione regionale, che dovrebbe entrare in vigore a marzo, impone ai titolari diversi interventi strutturali e una gestione ordinaria più puntuale (che tradotto significa nuove spese). Ma è allo studio in Regione la possibilità di apportare correttivi. A fare chiarezza su una vicenda di cui molti operatori sanno poco o nulla ci ha pensato ieri il convegno "Qualità e sicurezza in piscina", organizzato dalla Regione e dalla Asl al Vittoria Centro Congressi. Da una parte l'ente pubblico, secondo il quale con questo regolamento "si definiscono i requisiti strutturali, gestionali, tecnici e igienico-ambientali delle piscine"; e si sottolinea "l'importanza che rivestono le caratteristiche degli impianti di sicurezza e salute dei bagnanti e i requisiti chimico-fisici e microbiologici delle acque di approvvigionamento". Dall'altra gli albergatori che, invece, ritengono che molte strutture cittadine rischiano di dover sostenere un 'onerosa ristrutturazione delle proprie piscine, in quanto il regolamento le equipara a quella degli impianti privati o comunali con ingresso a pagamento che, in ultima analisi, devono sopportare un carico di utenza ben più consistente. Nel corso del convegno è poi intervenuto un operatore che ha affermato come «nessuna struttura è, a oggi, a norma e i costi sarebbero onerosi sia da un punto di vista della ristrutturazione che da quello della gestione quotidiana». «L'obiettivo principale - ribatte Roberto Biagini, direttore unità operativa igiene e sanità della Asl - è quello che l'acqua delle piscine sia sempre buona, nell'interesse sia dei frequentatori che del gestore, che altrimenti si ritroverebbe a cambiare di continuo i filtri». Ma quali sono gli interventi da fare secondo quanto stabilito dalla normativa? «Si parla - risponde Francesca Taddei, presidente Apam - di delimitazioni per salvaguardare i bambini più piccoli, di vasche igienizzanti prima dell'ingresso in piscina, di un numero massimo di capienza, della presenza del servizio di sorveglianza in caso di una certa profondità, di una determinata quantità di ossigeno nell'acqua, di svuotamento completo della struttura una volta l'anno, dell'obbligo dell'uso della cuffia e, più in generale, di un irrigidimento di tutte le norme. Siamo d'accordo su diversi punti, ma rispettarli tutti significherebbe mettere pesantemente mano alle murature (molte piscine sono infatti inserite in ambienti immediatamente attigui all'albergo) e agli impianti. Tutto in un periodo di crisi: non è certo il momento più adatto per proporre certe condizioni». A rischio, come dice Taddei, anche le cene di gala a bordo piscina, visto che l'area potrà essere frequentata solo a piedi nudi o con speciali scarpette. E' comunque pronta una serie di ciambelle di salvataggio. «Alcuni requisiti - dice Biagini - possono essere derogati e può anche essere chiesta una proroga di un anno. Ulteriori correzioni sono già allo studio in Regione». Sulla stessa linea l'assessore regionale al turismo, Cristina Scaletti: «E' già al lavoro un gruppo di tecnici per individuare le correzioni al regolamento in modo da superare i problemi riguardanti la gestione delle piscine nelle strutture ricettive».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
