Sicurezza
Laccusa: decine di tessere elettorali consegnate anche a chi non aveva la delega
Elezioni, chiusa l'inchiesta
Pietro Barghigiani
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Le urne per raccogliere le schede allinterno di un seggio elettorale Anche ex amministratori nell'elenco degli indagati
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MONTECATINI. Chiusa l'inchiesta sulla consegna delle tessere elettorali a residenti romeni in occasione delle amministrative del giugno 2009. Una vicenda per la quale quattro candidati a sindaco su cinque presentarono un esposto a prefetto e Procura della Repubblica denunciando il ritiro avvenuto, a loro dire, con modalità irregolari. Agli indagati, tra i quali alcuni amministratori dell'epoca, la Procura ha inviato l'avviso di chiusura delle indagini. Un atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per produrre memorie difensive, chiedere di essere sentiti o integrare con nuovi documenti il fascicolo del titolare dell'inchiesta. L'anomalia che spinse quattro candidati sindaci a chiedere l'intervento di prefetto e Procura su l'aumento improvviso di richieste di tessere elettorali da parte di cittadini romeni. Ad accezione dell'allora candidato del Pdl, Alberto Lapenna, Giuseppe Bellandi per il centrosinistra, Giuseppe Fiore per La Destra, Andrea Piazzini per la Sinistra e Sandro Schiavelli con la sua lista civica firmarono una denuncia segnalando episodi che, a loro parere, avevano dei profili di responsabilità penale. Tutti i candidati sono stati sentiti dai carabinieri e hanno confermato i contenuti della denuncia. «E da escludersi che ogni singola tessera possa essere consegnata ad altri soggetti diversi dall'interessato, a meno che questi non abbia rilasciato specifica delega» era la premessa dell'esposto che proseguiva:«Uno o più soggetti di nazionalità probabilmente romena avrebbero ritirato in questi giorni numerose tessere di altri connazionali, (oltre un centinaio, ndr) in molti casi senza consegnare idonea e valida delega. Ci sarà dunque da verificare la firma degli interessati». Bellandi, Fiore, Piazzini e Schiavelli, nel loro esposto definivano il comportamento «di rilevante gravità formale e sostanziale, perché potrebbe ingenerare forti dubbi sulla libertà e sulla incondizionabilità del voto espresso da molti cittadini romeni. Tale da far ritenere che alcuni cittadini della stessa nazionalità siano stati impossibilitati a esprimere il voto perché non in possesso della tessera elettorale, disinvoltamente consegnata ad altri». L'altro aspetto messo in rilievo è quello della consegna della tessera elettorale al titolare da parte di chi ne aveva ritirate a decine chiedendo poi in modo più o meno esplicito di votare per la propria lista visto il "favore" fatto di portare a domicilio il documento che avrebbe dovuto essere preso solo in Comune dal diretto interessato o da un suo delegato.
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