Posizione stralciata per due imputati
False fatture nell'edilizia Imprenditori patteggiano due mesi e venti giorni
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MONSUMMANO. Fatture gonfiate e in alcuni casi false per operazioni inesistenti o non del tutto corrispondenti ai lavori svolti. Padre e figlio, entrambi imprenditori edili, hanno patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione. Si tratta di Marino Chiella di 54 anni e del figlio Samuele, di 27, di Monsummano. Il giudice del tribunale, Antonella Frizilio, ha stralciato la posizione di altri due imputati, Antonio Lovisi, 55 anni, e Antonio Rago, 65 anni, tutti e due di Monsummano, titolari di imprese edili. Al centro delle indagini, avviate dalla Guardia di Finanza nel corso di un controllo, l'emissione di una serie di fatture dei Chiella nei confronti di Rago di importi superiori a quelli per i quali padre e figlio avevano svolto opere per conto del committente. Importi gonfiati di almeno il 20 per cento quando le fatture erano vere. P.B.
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