La manifestazione
Le giovani venivano picchiate e minacciate con una pistola per convincerle a lavorare per lui
Da cliente a sfruttatore: arrestato
Pietro Barghigiani
◗
Il vice questore aggiunto Giuseppe Picariello con gli agenti della sezione di polizia giudiziaria Fermato dalla polizia un uomo accusato da due lucciole ungheresi
3 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Aveva iniziato come cliente. Poi si era trasformato in sfruttatore a suon di botte e minacce. Ora è in carcere con le accuse di sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione e violenza. È la parabola di un 35enne napoletano, residente a Montecatini, arrestato dalla polizia mentre "controllava" in strada le due ungheresi da cui pretendeva almeno 200 euro a sera. A testa, ovviamente. Un business da migliaia di euro al mese per l'uomo che alla polizia ha detto di essere disoccupato. Le indagini. All'uomo gli agenti della polizia giudiziaria del commissariato, coordinati dal vice questore aggiunto, Giuseppe Picariello, sono arrivati dopo un controllo capillare delle zone del sesso a pagamento. Al di là degli accertamenti su identità e permessi di soggiorno, la polizia nel corso del tempo aveva notato un personaggio che era solito fermarsi nelle aree presidiate dalle lucciole e fermarsi a parlare con le signorine. Un comportamento sufficiente per concentrare le attenzioni del commissariato sul ruolo di quel tipo. La collaborazione. Inizia così un'attività nei confronti delle prostitute di strada alle quali vengono chieste informazioni sul 35enne. La svolta nelle indagini arriva quando una ventenne ungherese si decide a confidarsi con la polizia e racconta la sua triste storia. Picchiata e sfruttata. La giovane riferisce ai poliziotti di essersi trasferita a Montecatini nel maggio 2009. In Ungheria ha lasciato un figlio a cui manda ogni mese parte dei guadagni messi insieme con il suo lavoro in strada. D'estate conosce come cliente il napoletano che, dopo qualche incontro, rivela le sue vere intenzioni. Le punta una pistola e le dice: «Da questo momento lavori per me». «L'ungherese - spiega il dirigente del commissariato, Picariello - viene portata nell'appartamento dell'uomo e qui picchiato e sequestrata. "Uscirai solo quando ti deciderai a lavorare per me" le dice il 35enne». La giovane lucciola, sopraffatta dalle botte dell'uomo e con il pensiero del figlio da mantenere, torna sul marciapiede. Giro in ampliamento. Passano un paio di mesi e il 35enne ripete lo stesso comportamento per "reclutare" con la forza una connazionale dell'ungherese. Prima la avvicina come cliente e poi la obbliga con la violenza a versargli una quota dell'incasso giornaliero. «Da quello che abbiamo accertato - prosegue il dottor Picariello - il soggetto stava tentando di coinvolgere altre due ungheresi nel suo giro. Queste ultime sono state rimpatriate. Le altre non fanno più le prostitute e si trovano lontano da Montecatini». L'altra sera, nel corso del consueto giro di controllo sulle sue "dipendenti" il napoletano è stato fermato sulla base di un'ordinanza di misura cautelare chiesta e ottenuta dal sostituto procuratore, Giuseppe Grieco. Le indagini proseguono. La polizia dopo aver perquisito l'appartamento dove sono state tenute segregate le due lucciole, è impegnata nella ricerca della pistola, usata dall'uomo sparando un colpo in aria per intimidire le sue vittime, e ai probabili complici stranieri dell'uomo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
