Sicurezza
Alla cerimonia di ieri a Monsummano presente anche la vedova dellideatore del pool
Nel nome di Antonino Caponnetto
Luca Signorini
◗
Due momenti della cerimonia di inaugurazione alla presenza del procuratore antimafia Grasso Il procuratore antimafia Grasso "battezza" l'istituto comprensivo
2 MINUTI DI LETTURA
MONSUMMANO. Si ricostituisce (sia pure in maniera ideale) il pool antimafia. Dopo le scuole Falcone e Borsellino ecco che, ieri mattina, il Primo Istituto Comprensivo di Monsummano è stato intitolato ad Antonino Caponnetto. Intitolato, insomma, proprio al giudice ideatore di quella squadra di valenti magistrati che spesero la loro vita nella lotta a Cosa Nostra. E fu lo stesso Caponnetto, nel lontano 1996, a scoprire le targhe dedicate a Falcone e Borsellino. Segni tangibili degli "eroi della legalità". La cerimonia in pompa magna, tra il palazzetto dello sport di piazza Pertini e la scuola media Giusti-Gramsci, ha visto la partecipazione di numerose autorità. Fra tutti, il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, arrivato a Monsummano tra due macchine della scorta (e guardato a vista da un elicottero della Polizia). Nel piazzale e sui tetti, erano posizionate le unità cinofile, gli artificieri e i cecchini pronti all'azione. Tanto Grasso è un "obiettivo sensibile". «Mi avete dato la possibilità di sottrarmi dal mio faticoso lavoro quotidiano - ha esordito il procuratore - questo è un evento eccezionale, sono legato a Nonno Nino e Nonna Betta (vedova di Caponnetto, anche lei presente a Monsummano, ndr) da stima e amore». Tra gli scroscianti applausi degli studenti, Grasso parla del suo lavoro, dei processi, dei maxiprocessi contro la Mafia. Racconta storie di condanne e assoluzioni, di un'opera a volte in contrasto con altre decisioni, prese da altri magistrati, da giudici più "buoni" (come un condannato a 8 anni di reclusione, ormai libero dal carcere, dice a Grasso in un negozio). Accanto a lui, come detto, Nonna Elisabetta, emozionata. Poi il prefetto di Pistoia, Mauro Lubatti, l'assessore provinciale all'istruzione, Paolo Magnanensi, il sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni, il preside Vito Pace e i rappresentanti della Fondazione Caponnetto. A fare da contorno due banchetti: uno della Fondazione, l'altro di Emergency. «La toponomastica è sempre qualcosa di freddo e burocratico - ha detto il prefetto - qui invece è legata al ricordo di un uomo che si è battuto contro l'autarchia economica, la morale dei forti, la religione dei riti e delle superstizioni». Il sindaco ha parlato di «legalità e libertà non solo come aspetti giuridici, ma come valori che fanno parte della nostra vita. La stagione della libertà non terminerà mai». La dimostrazione dell'affetto della città verso Pietro Grasso (preso a simbolo di tutti coloro che ogni giorno combattono le organizzazioni criminali) è una lastra in ceramica (realizzata dai ragazzi della media) consegnata al procuratore. E dopo gli appelli, gli applausi e le foto, la cerimonia è arrivata alle Giusti - Gramsci, dove il procuratore Grasso, accompagnato dall'inno d'Italia, ha scoperto e "battezzato" la targa dedicata al giudice Antonino Caponnetto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
