Sicurezza
Raccolta di firme per far adottare le aiuole
Francesca Maltagliati
Nuova iniziativa dei Figlideifiori di Pescia per il decoro urbano
2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Dopo le proteste per l'incuria del verde pubblico, le operazioni di sensibilizzazione attraverso il web e gli assalti "verdi" a rotonde e aiuole pubbliche, riempite di fiori durante la notte, è la volta della raccolta firme.
I promotori sono sempre loro, i Figlideifiori di Pescia, un gruppo di giovani intorno ai trent'anni che ha assunto il ruolo di cane da guardia della città e che, in questi ultimi anni, ha dato vita a varie iniziative.
Fra queste l'ultima in ordine di tempo è proprio la raccolta di firme a favore dell'adozione, da parte di privati, di aiuole pubbliche. Un atto che costituisce l'epilogo di un'operazione di sensibilizzazione iniziata alcuni mesi fa con i primi attacchi verdi dei Figlideifiori ad aiuole e rotonde poco curate. Di notte, muniti di terriccio, pale e vanghe, più volte i ragazzi si sono recati in spazi pubblici riempiendoli di fiori.
Questi atti sono ricollegabili a una forma di protesta piuttosto particolare, che si sta diffondendo in molti paesi del mondo, che prende il nome di "guerrilla gardening" e che, appunto, consiste nel rimodellare e abbellire con piante e fiori gli spazi urbani dimenticati. Questi atti dimostrativi avrebbero dovuto sensibilizzare l'amministrazione comunale e la cittadinanza sull'incuria di alcune zone e sulla necessità di intervenire affinché Pescia tornasse a essere degna dell'epiteto di "città dei fiori".
Ma i Figlideifiori non si sono limitati a protestare e, accanto a queste azioni dimostrative, fin da subito hanno lanciato la proposta di far "adottare" gli spazi pubblici ai vari vivaisti del territorio, affinché se ne occupino in cambio di un po' di pubblicità gratuita all'interno dello spazio stesso (come per esempio un cartello che renda riconoscibile l'azienda che produce quei particolari fiori).
Oggi quella stessa protesta ha assunto la forma concreta della raccolta firme. Questo perché, come si legge sulla petizione stessa, nonostante l'amministrazione comunale si sia «dimostrata attenta e disponibile non ha ancora provveduto a chiarire le procedure che intende adottare».
«Questa raccolta firme - proseguono i Figlideifiori di Pescia - ha quindi lo scopo di far discutere in sede di consiglio comunale la possibilità per privati cittadini, aziende e associazioni di prendersi cura delle aiuole pubbliche in cambio della possibilità di sfruttare lo spazio recuperato per privati fini pubblicitari».
Per ulteriori informazioni sull'iniziativa e per eventuali adesioni il riferimento è il sito internet dell'associazione (www.figlideifioridipescia.net).
I promotori sono sempre loro, i Figlideifiori di Pescia, un gruppo di giovani intorno ai trent'anni che ha assunto il ruolo di cane da guardia della città e che, in questi ultimi anni, ha dato vita a varie iniziative.
Fra queste l'ultima in ordine di tempo è proprio la raccolta di firme a favore dell'adozione, da parte di privati, di aiuole pubbliche. Un atto che costituisce l'epilogo di un'operazione di sensibilizzazione iniziata alcuni mesi fa con i primi attacchi verdi dei Figlideifiori ad aiuole e rotonde poco curate. Di notte, muniti di terriccio, pale e vanghe, più volte i ragazzi si sono recati in spazi pubblici riempiendoli di fiori.
Questi atti sono ricollegabili a una forma di protesta piuttosto particolare, che si sta diffondendo in molti paesi del mondo, che prende il nome di "guerrilla gardening" e che, appunto, consiste nel rimodellare e abbellire con piante e fiori gli spazi urbani dimenticati. Questi atti dimostrativi avrebbero dovuto sensibilizzare l'amministrazione comunale e la cittadinanza sull'incuria di alcune zone e sulla necessità di intervenire affinché Pescia tornasse a essere degna dell'epiteto di "città dei fiori".
Ma i Figlideifiori non si sono limitati a protestare e, accanto a queste azioni dimostrative, fin da subito hanno lanciato la proposta di far "adottare" gli spazi pubblici ai vari vivaisti del territorio, affinché se ne occupino in cambio di un po' di pubblicità gratuita all'interno dello spazio stesso (come per esempio un cartello che renda riconoscibile l'azienda che produce quei particolari fiori).
Oggi quella stessa protesta ha assunto la forma concreta della raccolta firme. Questo perché, come si legge sulla petizione stessa, nonostante l'amministrazione comunale si sia «dimostrata attenta e disponibile non ha ancora provveduto a chiarire le procedure che intende adottare».
«Questa raccolta firme - proseguono i Figlideifiori di Pescia - ha quindi lo scopo di far discutere in sede di consiglio comunale la possibilità per privati cittadini, aziende e associazioni di prendersi cura delle aiuole pubbliche in cambio della possibilità di sfruttare lo spazio recuperato per privati fini pubblicitari».
Per ulteriori informazioni sull'iniziativa e per eventuali adesioni il riferimento è il sito internet dell'associazione (www.figlideifioridipescia.net).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
