Il Tirreno

Montecatini

Imprenditore edile condannato

Cinque anni di carcere per bancarotta documentale Aveva simulato anche il furto dei libri contabili

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 CHIESINA. Non aveva mai tenuto le scritture contabili della società cooperativa di cui era legale rappresentante, per eludere i creditori e, al momento del fallimento, aveva cercato di raggirare il curatore, prima sostenendo che la partita doppia e i vari registri si trovavano in uno studio commerciale e poi che tutti i libri contabili gli erano stati rubati.  Un comportamento pagato con una pesante condanna per bancarotta documentale. I giudici del tribunale (presidente Pezzuti, a latere Di Grazia e Nerucci) hanno condannato l'impresario edile Salvatore Di Sarno, 44 anni, residente a Chiesina, a 5 anni di reclusione senza sospensione condizionale della pena. Il collegio ha inflitto a Di Sarno, titolare della società cooperativa Edilveronica con sede ad Altopascio e capitale versato di 75 euro, la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'inabilitazione decennale a esercitare un'attività commerciale, in quanto il muratore ha precedenti penali infraquinquennali per reati di varia natura. Nei confronti di Di Sarno il Pm Giuseppe Amodeo aveva chiesto tre anni di reclusione.  Il fallimento della cooperativa avvenne l'8 aprile 2009. Il curatore chiese la documentazione contabile a Di Sarno - responsabile della cooperativa che comprendeva anche un albanese e un marocchino - che inizialmente indicò uno studio di commercialisti ad Altopascio. Ma quanto i professionisti negarono di avere la documentazione il 10 luglio 2009 l'imprenditore sostenne di essere stato derubato - con tanto di denuncia presentata ai carabinieri di Ponte Buggianese - dell'intera contabilità che teneva all'interno di una valigetta nella sua auto.

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