Il Tirreno

Montecatini

Alessio Pacini può tornare a lavorare

La decisione della corte di Assise nel dibattimento di ieri a Firenze Respinta la richiesta del Pm di un altro sopralluogo nella casa di Paolini

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 MONTECATINI. Alessio Pacini, l'imbianchino di Montecatini attualmente agli arresti domiciliari perché accusato dell'omicidio dell'amico 40enne Alessio Paolini, potrà tornare a lavorare.  Lo ha deciso la corte d'Assise, riunita presso il tribunale di Firenze, accogliendo la richiesta dei suoi legali, gli avvocati Paolo Patelmo ed Alessio Celli. Pacini, 36 anni, titolare di una piccola impresa, a partire da questa mattina e fino al 10 dicembre ha ottenuto l'autorizzazione ad uscire da casa, dove sta scontando gli arresti domiciliari, dalle 7 e mezzo alle 12, e dalle 13 fino alle 18. Pitturerà un condominio a pochi passi da casa sua.  Quella di ieri mattina è stata un'udienza tutto sommato positiva per l'imputato. La Corte, oltre a concedere il permesso per lavorare - negando, tuttavia, la revoca dei domiciliari o l'applicazione di un obbligo di firma, richiesto in prima e seconda istanza dai suoi difensori - non ha infatti accordato al pm, Giuseppe Grieco, l'autorizzazione a compiere un "esperimento giudiziale": una sorta di incidente probatorio nell'abitazione di Paolini. L'accusa intendeva simulare dal vivo ciò che sarebbe accaduto nell'appartamento dello spacciatore: secondo il pm, infatti, Pacini avrebbe spinto l'amico, provocandone la caduta di sotto dal balcone e poi la morte. L'imbianchino, nonostante una prima versione, poi ritrattata, che parlava di una lite fra loro, ha sempre sostenuto che l'amico scivolò accidentalmente, mentre si arrampicava sulla balaustra del terrazzo per prendere la cocaina nascosta in una grondaia. Per la Corte, l'esperimento sarebbe "inutile" ed addirittura "fuorviante".  Non ci sarà neppure il sopralluogo nell'alloggio ipotizzato dalla parte civile. Acquisite, in compenso, planimetrie e misurazioni dell'alloggio di Paolini prodotte dalla difesa di Pacini e mai effettuate dalla polizia giudiziaria. Negata dalla Corte pure la richiesta di un supplemento di perizia medico legale, avanzata sempre dal pm Grieco. Sì, invece, all'utilizzo - «ma non per valutare la personalità dell'imputato», precisano i giudici - degli atti relativi alla querela presentata dalla ex moglie di Pacini nei confronti del coniuge, oggetto di scontro, nelle passate udienze, tra accusa e difesa. Il prossimo appuntamento è per martedì prossimo, quando verrà ascoltata le deposizione del perito Giovanni Piliero che effettuò l'autopsia.

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