Sicurezza
Benedetti (Pdl): sbagliato pensare solo ai turisti vecchio stampo
«Bellandi amministra la città come un reparto d'ospedale»
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Benedetti e Bellandi2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. «No alla città cronicario». Lo dice il vice presidente del consiglio regionale, Roberto Benedetti (Pdl) in una lettera aperta indirizzata al sindaco Giuseppe Bellandi. «Dopo oltre un anno della sua amministrazione, credo infatti che sia ormai abbastanza evidente una cosa: l'indirizzo che si sta imprimendo, o cercando di imprimere, a questa città non può lasciarci indifferenti. Il disegno immaginifico pensato dalla passata amministrazione di una città diversa, più moderna e lungimirante, rilanciata come polo di attrazione di un turismo termale all'avanguardia, oggi è stato rovesciato. Pur ammettendo errori e intoppi nella sua realizzazione, un conto è portare avanti un progetto che miri a questo obiettivo, un altro è trasformare la città, come sembra prospettare l'amministrazione Bellandi, in un cronicario. Noi diciamo no alla città-nosocomio, dove non si pensa più all'eccellenza dell'offerta, ma a tante soluzioni di ripiego che la trasformerebbero in un reparto ospedaliero piuttosto che nella "città del benessere" che noi - e gli operatori turistici montecatinesi - vogliamo». Secondo Benedetti gli interlocutori del rilancio dovrebbero essere i grandi operatori del settore e non i direttori delle Asl, «anche perché fatalmente l'una offerta cozza con l'altra ed il declino diverrebbe irreversibile». Conclude: «Occorre pensare in grande o il destino di Montecatini sarà segnato. Bisogna fermare il degrado, rilanciare le attività di svago complementari e non ostacolarle. Pensare a una città che guardi solo agli anziani, ai traumatizzati, ai convalescenti ed ai curisti vecchio stampo significa solo accentuarne il declino. Bellandi deve pensare che sta amministrando una città che è un gioiello, una perla unica delle realtà termali italiane ed europee. Se pensa invece di dirigere un reparto ospedaliero ha sbagliato mestiere. Siamo delusi, e pensiamo che comincino ad esserlo anche i tanti di centro-destra che, sbagliando, gli hanno dato credito».
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