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Montecatini

Doppiette infuriate contro la proposta della Regione, Federcaccia annuncia una protesta

Allo storno si potrà sparare solo a Larciano

Nuovi limiti all’orizzonte per la caccia allo storno
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Nuovi limiti all’orizzonte per la caccia allo storno

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 LARCIANO. La caccia allo storno? Solo a Larciano e solo a determinate condizioni: questa la proposta della Regione Toscana che rischia di far infuriare i cacciatori. A lanciare l'allarme è la Federcaccia pistoiese, che contesta l'idea e annuncia una mobilitazione del mondo venatorio.  «La Regione Toscana - esordisce la Federcaccia pistoiese - ha fatto una proposta che può essere definita in un solo modo: oscena».  Motivo del contendere, come detto la caccia allo storno che - nel nostro territorio - subirebbe una forte limitazione territoriale: «In pratica - spiega infatti l'associazione venatoria - la Regione propone di far cacciare lo storno, per quanto riguarda l'intero territorio provinciale pistoiese, solamente nel comune di Larciano».  Caccia limitata nello spazio, ma anche nei modi, evidenzia Federcaccia: «Tale caccia dovrebbe avvenire solamente in presenza contemporanea di alberi da frutto pendente e di metodi dissuasivi quali, per esempio, palloni predator, cannoncini e così via».  Una situazione che l'associazione considera paradossale e, contro la quale, sta pensando di dar vita a forme di protesta: «Si tratta di una vera e propria presa in giro per i cacciatori pistoiesi, un attacco a tutta la categoria che non può assolutamente passare sotto silenzio. Fin da ora sono allo studio da parte della categoria e della Federcaccia pistoiese, azioni di lotta e una mobilitazione di tutti i cacciatori pistoiesi contro una proposta inaccettabile e offensiva».  «Una presa in giro veramente offensiva - ribadisce Federcaccia - sarebbe stato meglio, paradossalmente non averne fatto niente, piuttosto che questa ipotesi ridicola».  Una proposta, quella che arriva dalla Toscana, che - evidenzia Federcaccia - fa a pugni con quanto viene invece deciso nel resto del Paese: «Ci duole constatare come questa proposta vada in senso diametralmente opposto a quanto fatto in altre regioni, alcune anche limitrofe come l'Emilia Romagna, ma potremmo citare Veneto e Umbria, dove lo storno si può cacciare tranquillamente in deroga».

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