Il Tirreno

Montecatini

Domande alla direzione sanitaria dopo che un infermiere è stato assalito da un paziente del servizio psichiatrico

Furti e aggressione, la Cisl vuole la polizia

L’ingresso dell’ospedale di Pescia
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L’ingresso dell’ospedale di Pescia

Appello del sindacato per reintrodurre il posto fisso all'interno dell'ospedale

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 PESCIA. Tra furti e aggressioni il personale dell'ospedale chiede più sicurezza. Lo fa attraverso due lettere inviate dai rappresentanti della Cisl alla direzione generale dell'azienda, in cui si descrivono due episodi a confortare la loro richiesta.  Il primo risale allo scorso settembre, e si è verificato al servizio psichiatrico dove, scrive Francesco Paoli della Cisl, «un infermiere è stato aggredito durante il turno di servizio da un ricoverato. Il paziente, non nuovo a episodi di aggressione fisica, dopo il fatto si è allontanato dall'ospedale per fare ritorno al proprio domicilio».  Da qui le domande del sindacalista alla direzione sanitaria: «Il paziente era in Spdc (sigla del servizio psichiatrico ndr) perché aveva bisogno di curarsi? Se è così, perché è stato lasciato andare a casa dopo un fatto di tale gravità? Se non è così, cosa ci faceva in reparto? La funzione degli operatori è quella di essere esposti al rischio di essere malmenati gratuitamente? Quali strategie mette in atto il servizio nei confronti dei pazienti gravi come il fenomeno sopra riportato?».  Un caso diverso, segnalato sempre da Paoli, riguarda il laboratorio analisi: «Sabato qualche malintenzionato è entrato in azione, scassinando gli armadietti dei dipendenti del laboratorio, fortunatamente senza trovare niente da rubare. Un episodio che dimostra l'utilità del posto fisso di polizia. Nostro malgrado dobbiamo constatare che la vigilanza privata non è sufficiente a coprire le necessità, e pertanto deve essere rafforzata insieme alla reitroduzione del posto fisso di polizia». E non è finita: il 10 ottobre una pattuglia è dovuta intervenire dopo la scomparsa della borsa della moglie di un paziente.

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