La manifestazione
Frode fiscale, assolto Riccardo Heinen
Pietro Barghigiani
Per i giudici della Corte d'Appello il fatto non sussiste
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MONTECATINI. Assolto perché il fatto non sussiste. A quasi tre anni dall'accusa di aver fornito fatture false o gonfiate ad un pilota di rally per pagare meno tasse, Riccardo Heinen, 62 anni, pubblicitario, ex candidato sindaco e consigliere comunale dal 1995 al 1999 per Rifondazione Comunista, esce dalla graticola giudiziaria con una sentenza assolutoria pronunciata dalla Corte di Appello di Firenze. In primo grado a Pistoia Heinen, residente a Montecatin, era stato condannato con il rito abbreviato ad un anno 2 mesi dal gup, Roberto Tredici. Immediato il ricorso contro il pronunciamento del tribunale che i giudici di secondo grado hanno accolto con la formula più ampia dell'assoluzione. Accuse rigettate. Heinen, voce storica di Radio Montecarlo e protagonista negli anni Ottanta del mondo delle radio libere pisane tra cui Radio Bruno di Ponte ad Egola, si era ritrovato nell'inchiesta della Guardia di Finanza di Lucca per il ruolo di legale rappresentante della società Gip srl, poi cessata, che aveva per oggetto lo studio e la promozione pubblicitaria. All'epoca, nel dicembre 2007, la Procura della Repubblica lucchese lo aveva accusato di aver frodato l'erario dal 2002 al 2005 per un importo di 654mila euro. Una tesi che in Appello è stata rigettata «perché il fatto non sussiste». «Vita rovinata». Per il pubblicitario, difeso dall'avvocato Giannetto Guarducci e da Giovanni Ghilardi del Foro di Prato, le indagini e l'eco dell'inchiesta sono stati un'autentica jattura. «Se avessero fatto le indagini in un certo modo non saremmo arrivati neanche al rinvio a giudizio dal momento che erano basate su criteri non corretti - afferma Heinen -. Questa vicenda per me è stata una rovina. Il fatturato della mia attività è crollato del novanta per cento. Quando mi presentavo ai clienti mi mostravano i giornali in cui venivo descritto come uno che frodava il fisco. E con me non volevano lavorare». «Rapporti trasparenti». Nel dicembre 2007 così Heinen spiegò al Tirreno la sua posizione. «Negli anni 2003-04 abbiamo seguito Nicola Caldani nella sua attività di pilota di rally - raccontò Heinen -. Il nostro lavoro si è limitato a trovargli degli inserzionisti. Le relative fatture intercorse sono state pagate regolarmente. Poi i rapporti si sono interrotti. Ho già chiarito con la Guardia di Finanza una serie di aspetti legati alla vecchia società Gip Srl, riferiti alle sponsorizzazioni trovate per Nicola Caldani. So che per quanto ci riguarda abbiamo svolto la nostra attività con la massima trasparenza negli anni in cui ci siamo occupati degli inserzionisti». Processo aperto. La posizione di Heinen seguì la strada del tribunale di Pistoia, mentre il filone principale è rimasto a Lucca con altri imputati, tra cui Caldani, accusati di bancarotta fraudolenta, dichiarazione dei redditi fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti sino all'infedele dichiarazione dei redditi dal 2002 al 2005 e alle violazioni legate all'evasione delle imposte.
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