La manifestazione
Michelotti (Pd) sui rischi del complesso scolastico
«C'è pericolo o no a Valchiusa? Serve un confronto chiarificatore»
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Unala della scuola di Valchiusa 3 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. «La situazione generale è preoccupante, e occorre un confronto, come un consiglio comunale aperto, non fosse altro per ricevere delle garanzie e delle rassicurazioni»: il consigliere del Pd Roberto Michelotti torna sul caso Valchiusa. Il complesso, dove sono ospitate la scuola media Andreotti, e la scuola elementare, è al centro da diverso tempo di un allarme sicurezza. Tutto è nato dall'indagini strutturali dei tecnici dell'Università di Firenze, cui hanno fatto seguito le proteste dei genitori, un vertice in Comune, la decisione della giunta di approvare un progetto da un milione e mezzo di euro per la messa in sicurezza della struttura, fino ad arrivare - lunedì - all'apertura di un primo cantiere e al sopralluogo di vigili del fuoco e polizia municipale. Ma la situazione resta comunque confusa, e quando di mezzo c'è incolumità di diverse centinaia di bambini la confusione non può essere accettata dai genitori, che invece vogliono chiarezza e sicurezza. «Finora - riprende Michelotti - non è stata presa nessuna iniziativa, solo una conferenza dei capigruppo, e in tre mesi sono stati disattesi anche gli impegni presi in quella circostanza (come quello del drenaggio del corso d'acqua sotterraneo, per fare un esempio). E a far crescere la preoccupazione ci si è messa anche quella delibera di giunta, dove si parla apertamente di inagibilità e, si badi bene, non per rischio sismico, ma per rischio statico, il che è ben più grave». E non tranquillizza nemmeno l'avvio dei lavori, anzi: «Si tratta di un intervento che non ha nulla a che vedere con la messa in sicurezza statica - prosegue il consigliere del Pd - dovrebbe trattarsi di un intervento per la messa in sicurezza sismica, pare imposto dalla procura. Se davvero quei lavori dovevano essere fatti non si capisce perché si sia aspettato l'inizio dell'anno scolastico, con i disagi che questo comporta ad alunni e insegnanti (anche solo per il rumore in un'ala è praticamente impossibile fare normalmente lezione). Non capisco perché anche qui non si è adottata la scelta, come fatto sui cantieri stradali per esempio (è di questi giorni il caso delle Casacce), di far svolgere i lavori in orario serale e notturno per limitare i disagi. Ma al di là di quest'aspetto: quest'edificio, come detto anche in delibera, ha bisogno di un radicale intervento di ristrutturazione. Ma senza quell'intervento, come si legge nella relazione del professor Mangoni dell'Università di Firenze, è sconsigliabile ogni altro lavoro, anche minimo, per non indebolire ulteriormente la struttura». «Il nostro non vuol essere allarmismo - conclude Michelotti - ma siamo preoccupati e vogliamo che la cosa sia chiarita in ogni aspetto. Noi siamo disposti a collaborare al massimo per trovare una soluzione. In questo senso la nostra richiesta di un consiglio comunale aperto può essere un ottimo punto di partenza. Bisogna operare in trasparenza, e mi son meravigliato del fatto che il Comune, in tutta questa vicenda, non si sia preoccupato di fornire alla direzione della scuola tutta la documentazione che riguarda l'edificio».
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