Proteste
L'Avis celebra i suoi 45 anni
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Giovanni Cella, primo presidente della sezione Avis Il primo presidente ricorda la fondazione
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MONTECATINI. Domani alle Terme Excelsior si ricorderanno i 45 anni della fondazione della Sezione Avis di Montecatini. "Una storia di solidarietà e di amicizia" è il messaggio rivolto dai donatori di sangue a tutta la città. A ricordare questa esperienza è Giovanni Cella, che è stato il primo presidente. «In una mia prossima pubblicazione l'Avis viene posta tra i principali protagonisti, insieme alla Società di Soccorso pubblico, della politica sociosanitaria della nostra città. Nel 1965 i donatori di sangue, in particolare i giovani della nuova leva del volontariato, impegnati a costituire la Sezione Avis a Montecatini, pronunciano con fermezza un chiaro no al "braccio d'oro". Da questa sezione Avis, di cui ho avuto l'onore di essere il primo presidente, parte un forte messaggio che sta a dimostrare, di fronte alla richiesta di denaro per salvare una vita, la disponibilità del donatore volontario di offrire non soltanto una parte di se stesso, senza nulla chiedere in cambio, ma di testimoniare con un atto di solidarietà umana il valore della partecipazione ad una attività "sussidiaria" nel settore sanitario». «E' anche un altro sogno degli anni Sessanta: si vuole avere un servizio sanitario al centro di un progetto di ampio respiro, e anche culturale, che abbia tra i protagonisti i soggetti più importanti della partecipazione. A questo proposito si vuole fare riferimento alle istituzioni pubbliche (Comune e Stato), a quelle private (associazioni del volontariato) e al singolo cittadino. Al messaggio pervenuto alle istituzioni pubbliche coinvolte nel progetto, risponde il sindaco Lenio Riccomi che, dopo aver convocato il 4 ottobre 1965 il consiglio comunale nel palazzo civico, alla presenza del Ministro della Sanità Luigi Mariotti e di altre autorità dello Stato, apre i lavori dell'assemblea costituente della sezione Avis. Quasi mezzo secolo fa, nella città termale si apre un nuovo corso politico, particolarmente dedicato al settore sanitario, in cui si riconosce pubblicamente l'insostituibile opera dei donatori di sangue». «E' un ruolo rilevato con chiarezza dal ministro Mariotti al termine dell'assemblea, quando afferma che "l'iniziativa di questo tipo vale ad assicurare in modo più completo l'assistenza sanitaria del paese, alla quale i volontari contribuiscono notevolmente". Il mio augurio è di continuare su questa strada, nonostante le difficoltà presenti nella gestione del Servizio sanitario nazionale. C'è un forte bisogno di sangue e quindi di partecipazione concreta e di solidarietà reale, con un'efficace presenza operativa delle istituzioni pubbliche».
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