Il Tirreno

Montecatini

Torna la guerra dell'acqua

Autobotti in azione ai tempi della devastante crisi idrica dell’estate 2003
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Autobotti in azione ai tempi della devastante crisi idrica dell’estate 2003

Apam protesta: «C'era un accordo con il Comune»

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MONTECATINI. Scoppia la guerra dell'acqua. Albergatori dell'Apam contro il gestore (dopo la presa di posizione di ieri, molto critica, di Asshotel). Acque Toscane contro Moreno Mencarelli (dell'hotel Tonfoni), che aveva denunciato pubblicamente il taglio dell'erogazione nella sua struttura per un sollecito in realtà già pagato. Amo Montecatini, il partito dello dello stesso Mencarelli, che difende il suo consigliere. E sullo sfondo i mal di pancia di una categoria (ma non solo) che mal sopporta la cosiddetta "spalmatura" degli aumenti delle bollette. L'antefatto. Ieri Mencarelli racconta che nei giorni scorsi Acque Toscane ha interrotto l'erogazione nel suo hotel, costringendo i clienti a lavarsi con l'acqua minerale. Motivo? il presunto mancato pagamento di un sollecito. Versamento che invece Mencarelli dice di aver fatto. Risultato: presunto danno per la sua azienda e per l'intera categoria, e annuncio di richiesta risarcitoria.  L'Apam. Dopo Asshotel, che già ieri era intervenuta per dire, tra l'altro, che è necessario ridiscutere la convenzione con il gestore, ecco che a tuonare oggi è la presidente dell'altra potente associazione di albergatori: Francesca Taddei dell'Apam. «Sorprende - attacca - vedere con quanta indifferenza vengono trattate le aziende. Ancora è vivo il ricordo dei terrificanti disservizi del 2003 a causa della mancanza d'acqua, che avevano costretto gli hotel a rifornirsi con costosissime autobotti e a ricorrere all'acqua minerale. Un danno d'immagine dovuto, si disse, alla grave siccità: nessun accenno a possibili carenze nella gestione degli impianti e nella manutenzione e potenziamento degli stessi, e quindi nessun rimborso per i disservizi. Si disse che si dovevano ridurre i consumi, e appena è stato fatto ecco che si fattura l'acqua non venduta, per cui diminuendo i consumi la bolletta non cambia. Perché il gestore deve avere i suoi minimi garantiti, alla faccia del rischio d'impresa! Come al solito si privatizzano i profitti e si collettivizzano le perdite. Se questa è la privatizzazione dell'acqua, allora noi chiediamo la sua rinazionalizzazione: almeno sapremo da chi andare a protestare, senza essere palleggiati fra società che si appellano ai contratti ed enti».  Conguagli. «Ricordo che l'anno passato era stato aperto un contenzioso proprio sui conguagli richiesti per il minor consumo. E solo da un paio di mesi si era addivenuti a un compromesso e alla risoluzione di pagare i sospesi relativi a questa voce, in cambio di una revisione (peraltro insufficiente) delle tariffe. Quindi tecnicamente è solo a partire da quest'estate che si doveva procedere al pagamento dei sospesi, e non dal 2009, anche perché in attesa di trovare un compromesso il Comune aveva richiesto (ed Acque Toscane accettato) di non chiudere l'acqua agli hotel. E' comunque sempre buona norma accertarsi che il presunto moroso abbia effettivamente pagato e avvisare prima di chiudere l'acqua».  Solidarietà. La esprime Giuseppe Pezzino, di Amo Montecatini, all'amico Mencarelli. «Il nostro gruppo consiliare - dice - da tempo ha sollevato il problema del servizio idrico. Ci sembra strano che di 160 alberghi, e tutti o quasi con i contestati solleciti dei pagamenti (non sui consumi, ma su conguagli), sia capitato solo a lui. Conguagli sugli aumenti tariffari e spalmature sono oggetto di pratiche con ricorsi legali in atto. Di questo il direttore di Acque Toscane ne è consapevole. Consiglio dunque a Moreno di richiede i danni non solo ad Acque, ma anche al direttore. Malgrado tutto sono mesi che cerco di portare in consiglio il problema degli aumenti che sono stati applicati sulle cartelle. Il balzo tariffario, dal 27 al 32%, scavalca l'aumento fatto da Nuove Acque di Arezzo (10%), condannata dal Tar a restituire 800mila euro. La convenzione prevede una serie di clausole. Per il gestore l'obbligo di comunicare qualsiasi aumento prima che venga applicato (non superiore al 5% annuale); la comunicazione tramite raccomandata del sollecito prima del distacco; di fare tutti i nuovi pozzi entro il 2010. Spero che sia convocato un consiglio urgente che faccia chiarezza. Invito infine il sindaco Bellandi inoltre a portare avanti la richiesta per avere in città la sede europea delle Acque».

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