Il dolore
Riconoscimento del Wwf per il Padule di Fucecchio
Selezionato un progetto del Centro tra le "buone pratiche" per la biodiversità
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LARCIANO. Che il Padule fosse area umida di grande importanza ambientale si sapeva. Che il padule ospitasse al suo interno diversi habitat e diverse specie faunistiche e animali anche. Ora, con il progetto "lungo le rotte migratorie", realizzato da Provincia e Centro Documentazione, viene ribadito il valore e il pregio delle riserve naturali Le Morette e Righetti La Monaca. Riserve istituite nel '96 su un'estensione di 207 ettari. E, questa volta, a dirlo è la più prestigiosa organizzazione per la tutela della natura, il Wwf, che, dopo una prima scrematura, ha selezionato sette progetti considerati come "buone pratiche" per la conservazione della natura e della biodiversità. E, tra i lavori virtuosi, spicca quello realizzato da Provincia e Centro di Documentazione che così può ambire all'assegnazione del Panda D'Oro 2010 (e della medaglia conferita dal Presidente Napolitano), lo storico diploma da consegnare il 29 ottobre negli uffici della rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Nel sistema di votazione entra di diritto anche una giuria popolare, infatti tutti gli italiani potranno conoscere e votare il loro progetto preferito sul sito del Wwf, fino al 18 ottobre. L'accesso in finale ha, soprattutto quest'anno, un valore più significativo, visto che il 2010 è l'Anno Internazionale della Biodiversità, come dimostrato dalla 10º Conferenza delle parti della Convenzione sulla Diversità Biologica, in scena dal 18 al 29 ottobre a Nagoya, in Giappone. E cos'è, nel progetto sul Padule di Fucecchio, che ha destato una così alta attenzione e riconoscenza? Intanto gli obiettivi: «Il ripristino di habitat palustri finalizzato a rendere l'area idonea ad ospitare numerose specie vegetali e animali e in particolare l'avifauna», dice il presidente del Centro di Documentazione, Luigi Turini. In nove anni (dal 2000 al 2009), circa 50 interventi (per un investimento pari a 2milioni e 700mila euro) hanno permesso il miglioramento ambientale della zona umida, con l'avifauna acquatica e la vegetazione presi come indicatori principali del lungo e fruttuoso lavoro di ricerca. «I censimenti invernali di uccelli acquatici - continua Turini - hanno fatto rilevare un notevole incremento di presenze in termini quantitativi e qualitativi. La diversificazione degli habitat ha consentito la sosta e la riproduzione di specie aventi esigenze molto diverse, come il cavaliere d'Italia e lo svasso maggiore». «La candidatura per il Panda D'Oro - chiude Rino Fragai, assessore provinciale all'ambiente - è la dimostrazione che il Padule è una realtà importante che sta emergendo. È un elemento di ricchezza del territorio che deve essere promosso e messo a valore». Luca Signorini
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