Il Tirreno

Montecatini

Atti trasmessi in Procura

Lite in aula tra il pm e un legale

Il pm Giuseppe Grieco
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Il pm Giuseppe Grieco

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 MONTECATINI. Non si sono mandati a quel paese per rispetto del luogo. Per il resto tra interruzioni, sottolineature piccate, codici alla mano e appelli al presidente della corte a richiamare l'avversario in aula, tra l'avvocato Paolo Patelmo e il pm Giuseppe Grieco ieri è andato in scena l'ennesimo scontro.  Una dialettica accesa al punto da spingere il dottor Grieco a chiedere e ottenere dal presidente della corte, Nicola Pisano, la trasmissione degli atti all'ufficio del pubblico ministero. Il pm aveva chiesto l'acquisizione della cartella clinica dell'imputato, oltre al verbale d'arresto per violazione di domicilio a casa del padre dell'ex moglie e le querele presentate dalla donna. A quel punto l'avvocato Patelmo ha opposto un rifiuto sostenendo l'inacquisibilità degli atti e ancora di più impraticabile il loro deposito lasciando intendere che il pm fosse andato oltre le sue prerogative. Di qua la richiesta di Grieco che nell'intervento del legale ha ravvisato gli estremi di un possibile reato commesso nei suoi confronti.  Inoltre, un sopralluogo sul luogo del decesso da parte della corte è stata chiesta dall'avvocato di parte civile, Giannetto Guarducci.  «Su quel terrazzo sembra di essere in un teatro - ha detto -. Intorno ci sono almeno una trentina di finestre. Al di là delle ricostruzioni l'unico modo per avere un'idea di come possono essere andati i fatti è quello di recarsi di persona sul terrazzo».  E sempre riguardo alla scena in cui si è consumata la tragedia, il pm Giuseppe Grieco ha chiesto di ripetere, con un vigile del fuoco a fare da stuntman, i movimenti che la difesa di Pacini attribuisce a Paolini al momento della perdita di equilibrio. «Per noi è impossibile che la vittima potesse salire sulla balaustra e nascondere la droga nella grondaia» ha chiosato il pm. La decisione della corte verrà comunicata nella prossima udienza.  Infine, dal presidente della corte Nicola Pisano è arrivata qualche stoccata alle indagini di polizia giudiziaria. Non si conosce il peso della vittima, particolare importante per simulare spostamenti e cadute, né le distanze del terrazzo dal punto di caduta del corpo. «Se qualcuno avesse misurato le distanze ci sarebbe stata più chiarezza - ha chiosato il giudice -. Mancano dati che avrebbero dovuto essere raccolti nell'immediatezza del fatto». P.B.

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