Sicurezza
Sotto accusa anche gli imprenditori che gettano gli scarti delle loro attività nei cassonetti come fosse normale immondizia
La città sfruttata come pattumiera dai vicini
Luca Signorini
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Un esempio clamoroso di discarica abusiva a cielo aperto in via del FossettoMulte e controlli contro i "sacchetti abusivi" di chi non vive nei confini municipali
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MONSUMMANO. Un dato parla da solo: da luglio 2009 a luglio 2010 la città ha registrato un aumento di rifiuti sul proprio territorio pari al 15%. Luogo che vai rifiuti che trovi? Non sembrerebbe. Anzi. Pare che, l'aumento, sia la causa di un via vai senza regole dagli altri comuni. Ne fanno le spese i cassonetti e, elemento che cozza con la tutela ambientale, i fossi ai lati delle strade. La denuncia, non troppo velata, parte dal municipio. Denuncia che arriva dopo una serie di perlustrazioni e monitoraggi in zone di confine, vedi Vergin Chiusa, Uggia, Bizzarrino, vecchia via del Fossetto. E l'accusa ai residenti indisciplinati degli altri comuni arriva di conseguenza. Così, il 5 ottobre, è stata emessa un'ordinanza per il "divieto di conferimento e deposito dei rifiuti prodotti fuori dal territorio comunale": un monito per i "furbetti" che, scaricando l'immondizia in aree diverse dalla propria residenza, si aspettano una diminuzione della Tia. «Abbiamo provveduto a identificare coloro che depositano a Monsummano - dice il sindaco Rinaldo Vanni - e abbiamo già fatto diverse multe. Velocizzeremo l'iter che porterà alla raccolta porta a porta con inizio previsto nel 2012, installeremo videocamere di sorveglianza e invitiamo i cittadini a segnalarci questo problema chiamando il comando di polizia municipale (0572 959400 e 335 7003537). Perché questo incremento del rifiuto inciderà sulle bollette e dimostra uno scarso senso civico e di cultura». In ballo, però, non ci sono solo i privati cittadini. Il dito viene puntato anche contro le aziende: «Nei sopralluoghi - continua Vanni - abbiamo scoperto cassonetti colmi di pelli, pneumatici, cassette di liquori e stock di televisori. Rifiuti certo prodotti dalle ditte, viste le quantità». Sanzioni amministrative da 250 a 300 euro: questa la prima mossa della giunta che, però, è consapevole «di dover attuare azioni più incisive per risolvere la situazione». Lo stesso sindaco si rivolge alle associazioni sindacali perché richiamino i propri associati verso un nuovo modo di trattare il rifiuto e, soprattutto, di trattare il territorio in cui si opera: «In tutto questo si denota una scarsa cultura del rifiuto, ma i due aspetti più gravi sono uno morale (l'alto grado d'inciviltà) e uno che apre a responsabilità penali, l'evasione del tributo. Noi non intendiamo tollerare ancora cose del genere all'interno del nostro territorio». I rifiuti a Monsummano devono essere dei monsummanesi.
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