Sicurezza
Nella versione dei fatti del dermatologo i soldi dei privati servivano solo per fini istituzionali
«Non ho mai perso la serenità»
Pietro Barghigiani
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Torello Lotti esce dal tribunale con lavvocato Giuliani Sotto laltro legale, Bagattini Il monologo di Lotti davanti al gip, chiesta la revoca dei domiciliari
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MONTECATINI. Verrà depositata stamani la richiesta di revoca degli arresti domiciliari nei confronti del professor Torello Lotti, raggiunto dal provvedimento restrittivo della libertà nell'ambito dell'inchiesta dei Nas "Affare fatto" su un presunto giro di tangenti per 1,7 milioni pagate dalle case farmaceutiche per la sperimentazione di medicine contro la psoriasi. «Sono raggiante». È durato due ore e mezzo l'interrogatorio di garanzia del dermatologo davanti al gip di Firenze, Antonio Pezzuti. «Sono sereno, sono contento, sono raggiante. E vi devo dire una cosa: la serenità non l'ho mai persa - ha esordito -. È la prima esperienza con la giustizia, non ho mai avuto nemmeno una multa per eccesso di velocità». Lotti, 57 anni, di Pieve, ha perfino elogiato il gip: «Trovarmi con una persona così, è stata un'esperienza formativa. Per la giustizia italiana avere giudici così è una cosa bellissima, ho trovato un giudice straordinario». La difesa. Gli avvocati che lo difendono, Federico Bagattini di Firenze e Alessandro Giuliani di Pescia, hanno riferito che «il professor Lotti ha risposto a lungo e chiarito tutti gli aspetti di equivoco che dovevano essere chiariti. A questo serve l'interrogatorio di garanzia e crediamo che il professore l'abbia sfruttato al meglio». Lotti - che è accusato di associazione a delinquere, corruzione, falso e truffa allo Stato (6 arrestati e 24 denunciati, ndr) - ha descritto a lungo al gip la sua attività, divisa in tre rami: la ricerca, la cura e l'insegnamento all'università di Firenze. Poi avrebbe detto di interpretare «il nuovo ruolo moderno del dirigente di una clinica ospedaliera pubblica che deve fare anche l'imprenditore, risponde dei budget e tratta con le multinazionali». Mentre, riguardo ai soldi ottenuti dalle case farmaceutiche il dermatologo avrebbe affermato che sono serviti ad attività istituzionali e per l'assistenza ai pazienti. Il professor Lotti ha riferito al gip l'esempio di una sponsorizzazione da 150.000 euro ottenuta da un'industria «per verificare la compatibilità genetica del paziente al farmaco e gli effetti collaterali». I soldi furono ottenuti «ma per svolgere questa attività - avrebbe detto Lotti usando un'immagine "forte" riportata dai suoi legali - ho rapinato quell'industria!». Arriva l'ecografo. Lotti si è difeso anche citando vari episodi come un convegno previsto a Saint Moritz, pagato da un'industria ma fatto disdire per ottenere in cambio un ecografo per la clinica dermatologica da lui diretta. Lotti ha anche mostrato una lettera e-mail in cui si lamenta con un'industria per la non corretta installazione di un'attrezzatura. I pazienti. Prima dell'interrogatorio Lotti era arrivato in anticipo in tribunale. Sulla scalinata tre suoi pazienti, un uomo e due donne, lo avevano atteso per offrirgli dei fiori. «I miei pazienti devono stare tranquilli» li ha rassicurati. Soldi trasparenti. Aggiunge il legale Becattini: «L'interrogatorio è stato quasi un monologo interrotto dalle richieste di precisazioni del gip a cui il professore ha risposto in modo congruo. Si tratta di soldi ricevuti per l'università e tutti contabilizzati». Circa le telefonate nelle quali il dermatologo mostrava accondiscendenza nei confronti delle aziende che premevano per far sperimentare i propri farmaci, l'avvocato spiega: «Le telefonate sono una cosa. Poi nella realtà il professore si è mosso in modo diverso e sempre nell'interesse del paziente». La segretaria. Dopo Lotti, il gip ha interrogato altri indagati dell'inchiesta, ora ai domiciliari. Tra questi la segretaria di Lotti, Patrizia Cecchi. «Non ho mai avuto sospetti che il professor abbia mai preso soldi per sé, neanche quando avrebbe potuto farlo ottenendo accordi con le case farmaceutiche; anzi, in questi casi mi risulta che abbia destinato i proventi al centro di ricerca universitario», avrebbe detto Patrizia Cecchi, responsabile amministrativa del centro interuniversitario di dermatologia biologica e psicosomatica di Firenze di cui Lotti è direttore. Dal gip. L'altra indagata della Valdinievole, la dottoressa Michela Troiano, al settimo mese di gravidanza e in ospedale da tempo, verrà sentita oggi alle 15,30 dal gip. I suoi legali Claudio Casciani e Maura Banti chiederanno la revoca degli arresti domiciliari.
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