Attenzione
Allarme del Pdl: «Aggirati i criteri di sicurezza antisismica a Larciano e Lamporecchio»
Terremoti: classificazione a rischio
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Roberto Benedetti (Pdl) 2 MINUTI DI LETTURA
LARCIANO. «La Regione ha aggirato le norme nazionali antisismiche e diminuito la sicurezza in 5 comuni della provincia di Pistoia, tra cui Lamporecchio e Larciano in Valdinievole»: è quanto sostengono i consiglieri regionali del Pdl Giovanni Donzelli e Roberto Benedetti. «Un'ordinanza del presidente del consiglio risalente al 2003 - proseguono gli esponenti del Pdl - definisce la ripartizione delle zone sismiche, suddividendo il territorio in quattro zone a seconda del grado di sismicità, prevedendo per ciascuna di esse un diverso regime di controlli per gli interventi edilizi: autorizzazioni preventive per le zone 1 e 2 (alta e media sismicità), regime semplificato con solo deposito del progetto e un eventuale e successivo controllo a campione per le zone 3 e 4 (bassa sismicità)». «In Valdinievole - spiegano Benedetti e Donzelli - ricadevano nelle zone a bassa sismicità i Comuni di Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa Cozzile, Monsummano, Montecatini, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese e Uzzano. Lamporecchio e Larciano erano invece individuati in zona 2, quindi ad alta e media sismicità e con la necessità di autorizzazioni preventive per gli interventi edilizi. Nel 2006 la Regione Toscana pensò bene di derogare dalla normativa nazionale, inventandosi una quinta zona (la 3S), con un regime di controllo semplificato equiparabile alla zona 3, inserendoci i due comuni valdinievolini che erano inseriti in zona 2, cioè a rischio sismico medio, retrocedendoli non nella classifica del rischio, ma in quella della sicurezza». «Nonostante le segnalazioni e l'allarme lanciato dall'Ordine dei Geologi, e nonostante la frequenza di eventi sismici consigli di non sottovalutare il rischio - concludono Donzelli e Benedetti - la Regione mantiene in vita questa quinta zona promiscua, derogando la legge e, soprattutto, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini che vi abitano e che rischiano di vivere in zone a media sismicità, ma in edifici controllati secondo i criteri utilizzati per le zone a basso rischio».
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