Sicurezza
Sequestrati i beni della donna, lazienda citata come responsabile dellammanco di 300mila euro
Risparmi spariti, licenziata
Pietro Barghigiani
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Lex impiegata delle poste è accusata di truffa e appropriazione indebita Provvedimento a carico di un'ex impiegata delle poste
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MONTECATINI. Licenziata, con i beni sotto sequestro e una posizione giudiziaria ancora da definire. Fausta Carli, 56 anni, di Monsummano, ex impiegata alle poste di Massa, è comparsa ieri mattina davanti al gup, Alessandro Buzzegoli, nell'ambito del procedimento penale in cui è accusata di truffa e appropriazione indebita. Il giudice ha aggiornato le parti a dicembre in attesa di chiudere una vicenda il cui approdo naturale dovrebbe essere quello del patteggiamento entro i termini della sospensione condizionale. Parti civili. Nel corso dell'udienza il giudice ha ammesso la costituzione di nove parti civili rappresentate dagli avvocati Giuseppe Castelli, Paola Citi, Marco Viti, Maura Banti e Claudio Del Rosso. Si tratta di posizioni per le quali Poste Spa non hanno inteso procedere al risarcimento dei risparmi spariti a causa dei maneggi dell'allora referente unica del piccolo ufficio nel borgo di Massa. E così i clienti alleggeriti si sono rivolti ai legali per farsi restituire quello che aveva tolto dai loro conti l'ex impiegata, assistita dall'avvocato Manuele Ciappi di Prato. Poste in giudizio. Tra i passaggi conclusi ieri mattina c'è quello dell'istanza presentata dall'avvocato Del Rosso accolta dal giudice Buzzegoli sulla chiamata di responsabilità di Poste Spa. Una mossa che tira in ballo il datore di lavoro considerato come una sorta di garante in solido dei danni provocati dall'impiegata infedele. Poste si tutelano. Poste Spa ha liquidato i risparmiatori in grado di dimostrare di essere all'oscuro degli ammanchi addebitati alla Carli. Ma allo stesso tempo ha chiesto e ottenuto, a livello civile, il sequestro conservativo dei beni intestati alla sua ex dipendente per un valore di circa 300mila euro. Tra gli immobili ci sono porzioni di proprietà di edifici e un uliveto. Resta da capire anche la destinazione degli abiti frutto dello shopping forsennato della donna trovati dai carabinieri, ancora con i cartellini, in una stanza della sua casa a Monsummano e messi sotto sequestro. L'accusa. La storia dei raggiri nel piccolo ufficio postale esplose nell'estate 2009 con le prime denunce dei risparmiatori turlupinati. Stando all'accusa avrebbe fatto sparire non meno di 300mila euro dai conti di decine di risparmiatori sottraendo i soldi dai libretti o proponendo polizze e investimenti fittizi. La difesa. Dal canto suo l'impiegata, ristretta anche per due mesi ai domiciliari, ha sempre riferito agli inquirenti, presentando perizie mediche, di essere affetta da una sorta di mania per gli acquisti e di essere in cura da una psichiatra.
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