Italia
«Tutelati gli interessi di pochi commercianti a scapito di tanti clienti»
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Tullio Pancioli e, in alto, loutlet che era stato allestito nei locali del Palacongressi di sua proprietà Tullio Pancioli, proprietario del Palacongressi, dice la sua sull'outlet chiuso. «Ma le verifiche non le avevano fatte?»
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MONTECATINI. «La cronaca della scorsa settimana è stata dominata dalle prese di posizione di alcuni commercianti che si opponevano a una svendita straordinaria di capi d'abbigliamento all'interno del Palazzo dei congressi, che con la loro insistenza sono riusciti a interdirla riducendo di alcuni giorni la durata prevista. Verrebbe da chiedersi quali verifiche erano state fatte prima di autorizzarla, visto che la sua illegittimità è stata subito rilevata dopo l'intervento dei commercianti locali. Ma non è questo che mi spinge a intervenire». Così Tullio Pancioli, capostipite della nota famiglia di albergatori proprietaria anche del Palazzo dei congressi, dice la sua a proposito della polemica sul cosiddetto outlet itinerante. Invia queste sue riflessioni augurandosi che il suo sfogo rimanga come tale: «Nessuno spirito polemico, solo l'amara riflessione di uno che ama questa città fino al punto di non sopportare di vederla aver paura di tutto e di tutti». Ma torniamo a Pancioli: «Ciò che veramente mi preoccupa, è che mentre a parole si enfatizzano aneliti europei e si progettano manifestazioni mondiali, nei fatti ci si arrocca a difesa di piccoli interessi. Pur condividendo il dovere di tutelare dei cittadini, non trovo corretto spingere tale tutela fino al punto di privilegiarne alcuni a danno di altri». «Perché - chiede - nessuno si è preoccupato di quei cittadini che potevano acquistare capi di abbigliamento a prezzi più alla loro portata di quelli esposti nelle vetrine del centro? Credo nel libero mercato e sono convinto che i successi commerciali debbano essere il giusto premio dell'iniziativa e del lavoro, non di anacronistiche difese corporative. Negli ultimi anni ho investito milioni per ridare all'Hotel Bellavista quel prestigio e quel decoro che un tempo erano prerogativa di molti alberghi montecatinesi. Ho fatto una scelta, ho messo a rischio i miei beni perché voglio credere ancora in questa città e voglio provare a vincere la sfida commerciale in modo leale, offrendo servizi adeguati e affrontando la concorrenza a viso aperto. Non so se ho fatto la scelta più corretta, ma di sicuro non ho chiesto, né chiederò mai, di chiudere gli hotel che umiliano Montecatini offrendola a tariffe da quinto mondo, non cercherò cavilli per impedire che si facciano congressi o matrimoni al Tettuccio, né mi metterò a misurare gli spazi di marciapiede occupati dai vari esercenti».
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