Il Tirreno

Montecatini

Per il mercato dei fiori servono molti più soldi e per questa ragione dovrà essere fatto un atto a parte

Niente soldi (per il momento) al Comicent

Francesca Maltagliati
Il mercato dei fiori di Pescia
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Il mercato dei fiori di Pescia

Pescia esclusa dalla delibera sui contributi ai Comuni che accettano i beni regionali

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 PESCIA. Finanziamenti approvati per tutti, tranne che per il Comicent. Detta così sembra proprio una cattiva notizia, ma in questo caso forse non lo è. Anzi c'è la possibilità che l'esclusione di Pescia significhi uno stanziamento molto più alto, che, proprio per la sua importanza, necessita di un atto a sé.  È stata recentemente approvata dalla giunta regionale una delibera, in cui si stabiliscono i contributi da versare a quei Comuni che hanno accettato il trasferimento di proprietà di alcuni immobili della Regione. Si tratta di Pisa, Chiusi e Radda in Chianti, che hanno accettato di assumere la proprietà di alcuni immobili in cambio di contributi per la messa in sicurezza e lo sviluppo degli stessi. Due milioni e mezzo di euro i fondi totali stanziati: 1 milione e mezzo è andato a Chiusi per il centro macellazione carni dell'Italia Centrale, 500mila euro a Pisa per il mercato ortofrutticolo del Medio Tirreno e i restanti 500mila al Comune di Radda in Chianti per l'impianto invecchiamento vini. È rimasto fuori solo il Comune di Pescia che da tempo attende i contributi per il Comicent, per dar via a quel progetto di valorizzazione multifunzionale che dovrebbe rilanciare l'attività del mercato dei fiori e rendere autosufficiente la struttura. Dieci milioni la cifra necessaria per l'attuazione del progetto, cifra che la passata giunta regionale si era impegnata a stanziare in cambio del trasferimento dell'immobile al Comune. In una recente intervista il sindaco di Pescia, Roberta Marchi, ha affermato «che l'attuale giunta regionale ha riconosciuto gli impegni presi da quella precedente». Ora si attende solo un atto che stabilisca la cifra.  Sulla delibera della giunta regionale sopra citata si legge che «per il Centro commercializzazione fiori dell'Italia Centrale da trasferire al Comune di Pescia è necessario approfondire gli aspetti procedurali di integrazione del piano finanziario, rinviando la quantificazione del contributo ad una fase successiva».  «Questa è la prassi - spiega l'assessore all'ambiente, Roberto Franchini - perché il nostro contributo è più alto rispetto agli altri». Ma, oltre al fatto che il contributo per Pescia dovrebbe essere più alto degli altri, a rallentare una decisione definitiva della Regione c'è forse la questione gestione, ancora da risolvere. Visto infatti che nessun privato ha manifestato interesse per il Comicent si sta pensando ad una gestione pubblica provvisoria del mercato dei fiori.  «Sono in atto - continua Franchini - trattative per costituire una società pubblica con la Provincia di Pistoia e non è escluso che partecipi anche la stessa Regione». Intanto verrà prorogato l'incarico al commissario liquidatore fino al 31 dicembre, per portar avanti il servizio pubblico del mercato.

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