Il Tirreno

Montecatini

Sesso con l'amante durante il lavoro Ispettore si dimette

Pietro Barghigiani
La facciata del palazzo comunale di Monsummano
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La facciata del palazzo comunale di Monsummano

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 MONSUMMANO. Si è dimesso l'ispettore della polizia municipale agli arresti domiciliari per truffa aggravata e continuata. Il sottufficiale, di 62 anni con 41 di servizio, se ne andrà in pensione dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta dei carabinieri durante la quale sono state accertate decine di assenze dal luogo di lavoro e in orario di servizio per incontrarsi in un albergo di Serravalle con l'amante, impiegata all'ufficio contravvenzioni.  Il ricorso. Sul fronte giudiziario l'avvocato Gianfranco Tiengo ha depositato al Tribunale del Riesame la richiesta di revoca degli arresti domiciliari.  Il suo cliente, con le dimissioni, non è più in condizione di reiterare il reato, né di inquinare le prove visto che si tratta di documenti già acquisiti dalla Procura della Repubblica. Improbabile il pericolo di fuga. La prossima settimana si terrà l'interrogatorio di garanzia davanti al gip, Roberto Tredici. Il legale lavora ad un'ipotesi di patteggiamento. Al di là dell'aspetto penale, c'è anche da valutare quello umano. La moglie dell'ispettore ha avuto un malore alla notizia dell'arresto.  Il corvo. Dalle carte emerge un'origine chiara, pur restando nell'ombra l'autore o gli autori materiali, da cui ha preso il via l'indagine. Lettere anonime con particolari precisi hanno messo sulla pista giusta i militari. Veleni e attriti. Minacce di denunce e pettegolezzi che dal bisbiglio propalato nelle segrete stanze hanno trovato la strada più concreta delle forze dell'ordine. Le indicazioni arrivate alla stazione di Monsummano sui rendez vous amorosi dell'ispettore della polizia municipale con l'impiegata 54enne dell'ufficio contravvenzioni (obbligo di dimora nel Comune monsummanese) troverebbero un terreno fertile in un ambiente lavorativo non facile con difficoltà di gestione del comando unico guidato da Monsummano che comprende anche Pieve e Larciano, mentre Lamporecchio si è staccato.  Tensioni il più delle volte rimaste all'interno degli uffici, ma in alcuni casi deflagrate anche al di fuori. È in questo contesto, fatto anche di provvedimenti disciplinari e sospensioni dal servizio, che sarebbe maturata la decisione di qualcuno di segnalare il comportamento dell'ispettore. Alla fine di dicembre la situazione è degenerata. E dopo qualche giorno ai carabinieri è giunta la soffiata delle scappatelle. Gli inquirenti hanno ricostruito le fughe d'amore risalendo fino al 2005.  Per cinque anni sarebbe andato avanti il giochetto di timbrare il cartellino, uscire, anche con l'auto di servizio, e passare alcune ore con l'impiegata in albergo registrandosi con i rispettivi nomi. Un centinaio di fughe per lui, una ventina per lui, quelle ricostruite in orario di servizio. Ma la voce ai carabinieri sugli incontri galanti sarebbe arrivata all'apice degli scontri tra colleghi.

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