Trasporti
Progetti legati allattività venatoria ma anche escursioni naturalistiche nei boschi e in Padule
I cacciatori presenti alla Bts
Alessandro Gasperini
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Il presidente dellAtc provinciale (e consigliere comunale a Montecatini) Moreno Mencarelli Uno stand dell'Atc per promuovere il nostro territorio
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MONTECATINI. Anche i cacciatori presenti alla prossima Bts (la Borsa del turismo sportivo, che si svolgerà al Tettuccio il 14 e 15 ottobre). Uno stand dell'Atc (Ambito territoriale di caccia), messo a punto con il contributo della Provincia, sarà lì per promuovere le bellezze paesaggistiche della nostra zona, ma soprattutto le possibilità di svolgere "turismo sportivo alternativo" (venatorio e non). E' la prima volta che si tenta un esperimento del genere. A spiegare le motivazioni, ma anche i contenuti dell'iniziativa, è il presidente dell'Atc provinciale, Moreno Mencarelli. «Il nostro territorio - esordisce - va dall'Appennino al Padule, con una varietà ambientale che è ben difficile riscontrare in altre province. L'idea di base è di fornire la possibilità di usufruire, in periodi di attività venatoria ma anche al di fuori di questi, di una serie di strutture realizzate sia dai cacciatori che dalle aziende agricole. Mi riferisco agli appostamenti fissi, alle alzane, ai sentieri segnalati. I cacciatori potrebbero fare da guida per avvicinare gli appassionati agli ungulati, per ascoltare il bramito del cervo o per scattare fotografie agli uccelli acquatici a bordo dei barchini. Insomma, esperti dei luoghi che possono agevolare la conoscenza delle nostre bellezze naturalistiche». Ma, ovviamente, c'è anche l'aspetto legato alla caccia. «Da noi ci sono le condizioni, nel pieno rispetto delle normative, di ospitare cacciatori provenienti da altre regioni, sempre in sinergia con gli appassionati locali che potranno fare da guide e da compagni di battuta. Penso al piano provinciale di abbattimento dei cervi legato ai danni all'agricoltura provocati dal loro proliferare. Ebbene, una parte di questi abbattimenti possono essere riservati ad ospiti. Si tratta di un movimento importante e di buon livello economico. Questi appassionati si tratterrebbero almeno tre giorni (è la media calcolata), spesso accompagnati dai familiari. Ipotizziamo un cacciatore romano che si iscrive in una squadra di cinghialai, o partecipa a una battuta al cervo, mentre la sua signora resta a Montecatini a usufruire dei servizi termali. E consideriamo i tanti appassionati italiani che ogni anno praticano questo turismo sportivo all'estero, con costi sicuramente più alti». Ci sono anche dei ritorni economici. Il piano di abbattimento dei cervi del 2010 prevede 220 capi da eliminare, di cui 50 riservati agli ospiti. Gli animali uccisi vengono venduti per cifre che vanno da 550 a 2.000 euro. Ma c'è pure un potenziale indotto. «Stiamo pensando - conclude Mencarelli - ad aziende in grado di svolgere i processi di conservazione e vendita delle carni della selvaggina. L'obiettivo sarebbe quello di ottenere un marchio Dop per questi prodotti, che tra l'altro sono di qualità superiore».
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