Lutto
Ipotesi di reato di truffa aggravata e continuata. Contestate decine di assenze illecite in orario di servizio
Cartellino in ufficio, sesso in hotel
Pietro Barghigiani
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Il luogotenente Mignano, il capitano Antro e il maresciallo Nigro. Sotto il Comune Colleghi-amanti: vigile ai domiciliari, impiegata con obbligo di dimora
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MONSUMMANO. Lui agli arresti domiciliari. Lei con l'obbligo di dimora a Monsummano. Entrambi, dipendenti comunali, accusati di truffa aggravata e continuata. La "colpa" dei colleghi-amanti: essersi assentati dal posto di lavoro per recarsi in un albergo di Serravalle. È una storia di incontri galanti e fughe d'amore, all'insaputa di colleghi e datori di lavoro, ma anche delle rispettive famiglie, quella che ieri mattina ha fatto inciampare in una vicenda giudiziaria un ispettore della polizia municipale di 62 anni e l'addetta all'ufficio contravvenzioni al comando dei vigili urbani di 54. Quattro mesi di accertamenti sono stati sufficienti ai carabinieri per accertare l'ubiquità dei due colleghi che, stando all'accusa, nello stesso momento figuravano in servizio e anche nell'hotel di Serravalle. L'uomo, visto anche il ruolo ricoperto di sottufficiale e il numero di ore di assenze contestate, è stato messo ai domiciliari. La donna non può uscire dal Comune di residenza. L'inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore, Luigi Boccia e le misure cautelari firmate dal gip, Roberto Tredici. L'indagine. Sono stati il comandante della Compagnia dei carabinieri, capitano Alfredo Antro, il luogotenente della stazione di Monsummano, Giuseppe Mignano e il comandante dei militari di Serravalle, maresciallo Aldo Nigro, a riepilogare origine e sviluppi dell'indagine a cui ha collaborato la sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri della Procura della Repubblica. Il vox populi arriva alle orecchie dei carabinieri di Monsummano nei primi giorni di gennaio. Il venticello di una potenziale calunnia ben presto lascia il posto alla concretezza dei riscontri. I militari si presentano in Comune e acquisiscono le presenze dei due dipendenti. Allo stesso tempo i colleghi di Serravalle si recano nell'albergo teatro degli incontri della coppia e verificano nomi e date sul registro. L'immagine di due persone che risultano in un posto, ma fisicamente sono altrove, comincia ad apparire con nitidezza. Controlli sul passato. I carabinieri decidono di andare a ritroso nei controlli sugli spostamenti dei due. Dal 2005 al maggio scorso, periodo in cui l'inchiesta si chiude, stando a quanto riportato negli atti della Procura, l'ispettore si sarebbe assentato un centinaio di volte in orario di servizio senza timbrare il cartellino. Lei solo una ventina. In alcuni casi i due avrebbero raggiunto l'albergo anche con l'auto di servizio. L'accusa. Per i carabinieri la truffa aggravata e continuata avrebbe arrecato un danno all'amministrazione stimata in circa 10mila euro. «Calcolando la durata degli incontri in due-tre ore - ha spiegato il capitano Antro - possiamo indicare in circa 300 ore il tempo trascorso in modo illecito e arbitrario dall'ispettore fuori dall'orario di lavoro. Per l'impiegata ipotizziamo sulle 70 ore». Gli appuntamenti amorosi nell'hotel avvenivano in prevalenza di pomeriggio quando la presenza dei cittadini allo sportello dell'ufficio contravvenzioni era meno intensa e anche i colleghi non stavano a controllare più di tanto. È capitato anche di fughe mattutine. Non viene escluso dagli inquirenti che il numero degli incontri sia stato superiore a quelli accertati durante il servizio, ma per quegli episodi non ci sono contestazioni penali. Carabinieri in Comune. Quando ieri mattina i carabinieri si sono presentati in Comune per notificare le misure cautelari le reazioni dei due destinatari dei provvedimenti sono state di grande sorpresa. Un sistema rodato nel tempo e che non aveva mai dato adito a sospetti all'improvviso si è trasformato in una scivolata di fine carriera per l'uomo, storico vigile urbano monsummanese. Le sue scappatelle dalla bocca di qualcuno sono arrivate alle orecchie dei carabinieri. E le ore di piacere passate nell'alcova di un albergo sono diventate una truffa ai danni del Comune.
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