Il Tirreno

Montecatini

Per la magistratura contabile la vicenda dell’ex dirigente dell’urbanistica ha provocato minori entrate e nuociuto all’immagine dell’ente

«Lascialfari deve risarcire 1,2 milioni di euro»

Pietro Barghigiani
Al centro Giuseppe Lascialfari
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Al centro Giuseppe Lascialfari

È il danno erariale contestato dalla Procura della Corte dei conti dopo la condanna del geometra

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 PESCIA. È stato condannato con sentenza definitiva e licenziato dal Comune. Chiuso il fronte penale, i guai per Giuseppe Lascialfari, ex dirigente dell'ufficio urbansitica, non sono ancora finiti. Nei giorni scorsi la Procura della Corte dei conti di Firenze gli ha notificato una citazione con la quale gli vengono contestati danni erariali per oltre un milione e 200mila euro.  Gli inquirenti della magistratura contabile addebitano al geometra, che ora lavora come giardiniere in una cooperativa, «disservizi, danni organizzativo-gestionali, mancati introiti di oneri di urbanizzazione, concessioni e sanzioni e danni di immagine della pubblica amministrazione».  Lo Stato chiede all'ex dirigente di risarcire l'erario. Si tratta solo dell'imputazione alla quale Lascialfari, difeso dall'avvocato Giovanni Giovannelli, risponderà con una memoria nel corso del processo che si aprirà davanti alla Corte dei conti fiorentina.  La vicenda. La storia è quella delle dieci villette bifamiliari a schiera in via XXVII Aprile in una zona vincolata. Dopo le segnalazioni degli abitanti della zona nel 2001, i carabinieri di Pescia e gli uomini della sezione di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato avviarono le indagini.  Al centro degli accertamenti era la non conformità degli immobili costruiti rispetto alla concessione rilasciata dal Comune.  I processi. Nel settembre del 2002 Lascialfari venne arrestato e messo ai domiciliari.  Tra le accuse peculato, truffa, falso, reati edilizi, omissione atti di ufficio, rivelazione atti di ufficio e concussione. In primo grado nel luglio 2005 arrivò la condanna a 5 anni e mezzo, poi ridotta in Corte d'Appello nel dicembre 2006 a 4 anni e mezzo.  Uno sconticino di 15 giorni fu concesso dalla Cassazione nel marzo 2008 portando la sentenza definitiva a 4 anni 5 mesi e 15 giorni. Interdizione perpetua dai pubblici uffici e provvisionale di 70mila euro di risarcimento a favore del Comune di Pescia furono le pene accessorie inflitte dai giudici. L'indulto di 3 anni consentì al geometra di scontare il residuo di un anno, 5 mesi e 15 giorni con l'affidamento in prova ai servizi sociali. Ora lo Stato torna a farsi vivo e punta alle tasche dell'ex dirigente.  La difesa. Giovanni Giovannelli, legale di Lascialfari, è netto sulla richiesta della Procura contabile.  «È una richiesta fuori dalla realtà - dice -. Non c'è stato alcun danno di immagine, né disorganizzazione. Anzi, semmai i problemi all'ufficio urbanistica sono sorti quando Lascialfari è stato rimosso. All'epoca della sua dirigente, e lo hanno testimoniato in aula in tantissimi, quello di Pescia era l'ufficio urbanistica di riferimento della Valdinievole. E per il suo lavoro Lascialfari aveva ricevuto encomi e riconoscimenti».

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