La manifestazione
Emozione e tanta speranza
Mondiali di ciclismo: l'attesa raccontata dal sindaco
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Oggi è il gran giorno per conoscere il destino dei Mondiali di ciclismo 2013. Se, cioè, si terranno in Toscana oppure no. Una delegazione regionale è appunto in Australia per presentare la nostra candidatura. Ne fa parte anche il sindaco Giuseppe Bellandi, che ci ha inviato questa "cronaca" appassionata dei giorni della vigilia. di Giuseppe Bellandi Da 4 giorni siamo in Australia e finalmente domani sapremo l'esito della scelta dell'Uci per la sede dei Mondiali del 2013. Sidney è la città dove siamo atterrati e ci ha accolto con un clima decisamente estivo (abbiamo portato i vestiti invernali grazie a una "dritta" di un amico...), tanto da vedere le spiagge piene di turisti come una normale domenica di agosto in Versilia. La città è molto estesa, ha molto verde e moltissimo caos di traffico; è pulita e senz'altro accogliente con gli ospiti stranieri. Piena di gioventù esuberante e rumorosa e ricchissima di eventi sportivi, di discipline per noi anche abbastanza incomprensibili: prendono a calci palle rotonde e, soprattutto, ovali. Con mischie furibonde ma molto "corrette". Abbiamo visitato gli impianti imponenti costruiti per le olimpiadi del 2000 e, vedendoli, è facile capire quali siano le energie e le risorse utilizzate per i grandi appuntamenti mondiali dello sport. E veniamo quindi a noi: stiamo partendo per Melbourne per capire se il 2013 potrà diventare grazie allo sport un anno importante per il rilancio della nostra città. I mondiali di ciclismo non sono uno scherzo, e stando nel Paese che organizza quelli attuali, lontano da noi europei come l'Australia, lo si capisce da quanto se ne parla su stampa e tv. E per l'attesa del risultato in termini non solo turistici immediati, ma di presentazione della vita, della natura e della cultura locali. Si capiscono meglio gli sforzi fatti, le opere compiute e l'emozione che prende gli organizzatori nei giorni subito precedenti l'evento da anni aspettato. Ecco perché, non lo nego, dopo un anno di durissimo lavoro essere arrivati anche noi al dunque mi crea moltissima emozione. Che si mischia a tensione e stanchezza ma anche a speranza e a consapevolezza che, nelle fasi finali, niente è scontato e tutto può accadere: essere scelti e forse essere sconvolti dalla gioia, o non essere scelti ed essere presi da una profonda e umana delusione. A questo punto non dipende più da noi, dalla squadra che ha tanto lavorato in questi mesi con coscienza e professionalità veramente encomiabili. Dipende da altri che devono vagliare quanto fatto, le offerte presentate sia tecniche che organizzative e (speriamo) la bellezza dei luoghi nei quali le gare si potranno svolgere. Speriamo e crediamo che sarà una scelta onesta che non darà adito a dubbi, nel rispetto nostro e dei nostri competitori belgi e spagnoli, che in questi momenti, come noi, credo abbiano timori e certezze da vendere. Una cosa è certa: l'assegnazione porterà a tutti grandi responsabilità che solo insieme permetteranno risultati eccellenti. Se non ci toccheranno saremo molto, molto delusi ma avremo alcune consapevolezze che non renderanno inutile tutto quanto abbiamo fatto. E vi assicuro che non è una scusa per l'eventuale insuccesso: di Montecatini Terme in questi mesi di preparazione alla presentazione se ne è parlato in termini positivi moltissimo negli ambienti dello sport che conta. E questo per chi si offre come luogo di scelta per una vacanza di benessere non può che essere utile. E starà a noi sfruttare quanto finora seminato. Ma non solo: ho (abbiamo) conosciuto persone in gamba, grandi professionisti che sicuramente rimarranno amici nostri e della città. E allora, seduto su una poltroncina all'aeroporto di Sydney, mi rendo conto di aver compiuto insieme a tanti compagni vecchi e nuovi un buon percorso. E che domani (oggi, ndr) comunque già esserci sarà un grande, grandissimo risultato. ALTRO SERVIZIO A PAG. 21
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