Il Tirreno

Montecatini

Sacrifici per far tornare i conti

Francesca Maltagliati

Niente spese o mutui per il patto di stabilità

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 PESCIA. Riduzione della spesa, niente consulenze, riduzione dei consumi, accorpamento di strutture: queste non sono che alcune delle misure che Comune di Pescia dovrà adottare.  Misure che vengono considerate necessarie per poter raggiungere gli obiettivi programmatici del patto di stabilità 2010/2012. Obiettivi che pesano come un macigno e che limitano di parecchio le capacità di agire della macchina amministrativa, dal momento che vietano di contrarre nuovi mutui e di assumere personale a qualsiasi titolo.  Il rischio, altrimenti, è quello di incorrere in sanzioni che, secondo una recente delibera della Giunta, «determinerebbero un grave pregiudizio dell'azione amministrativa». Un rischio da non sottovalutare visto che nella stessa delibera (la 269 del 9 settembre scorso) si legge che «l'A.O. Finanze e Bilancio ha evidenziato alcune criticità in alcune poste contabili rilevanti per il raggiungimento degli obiettivi alla fine dell'anno 2010». Ecco quindi la decisione di emanare una serie di direttive utili al raggiungimento degli obiettivi nel rispetto del patto di stabilità.  Aumento delle entrate. È previsto l'aumento delle entrate tributarie «mediante un incremento dell'attività di accertamento relativamente al recupero dell'evasione, ciò al fine anche di aumentare la base imponibile».  Diminuzione della spesa. Paralellamente alla ricerca di entrate sarà necessario contenere la spesa e per far ciò sarà necessario «rinviare acquisti o iniziative non indispensabili nell'immediato, limitare le consulenze esterne e il ricorso a contratti stipulati al di fuori della dotazione organica, ridurre i consumi, ridurre la spesa per il personale, i fitti passivi e i contributi a enti e associazioni».  Immobili. Dovranno essere dismessi quegli immobili di proprietà comunale considerati non funzionali allo svolgimento dell'attività istituzionale, e bisognerà individuare il modo per migliorare la redditività del patrimonio stesso.  Efficienza. È prevista una riorganizzazione dei servizi che dovranno essere più efficienti, il che significa o che gli stessi servizi dovranno costare di meno o che allo stesso costo dovranno esser erogati più servizi. Ciò anche attraverso «l'accorpamento di strutture», con la conseguente riorganizzazione del personale interno, e «l'affidamento all'esterno di parte dei servizi stessi».

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