Sicurezza
Lavori necessari altrimenti la scuola diventa inagibile
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Il complesso scolastico di Valchiusa in via Sismondi al centro di polemiche sulla sicurezza 2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Ad una prima lettura può sembrare una notizia positiva. Anzi, lo è sicuramente. Eppure in quella stessa delibera della giunta c'è anche un passaggio preoccupante, destinato probabilmente a rinfocolare la protesta dei genitori preoccupati per l'incolumità dei propri figli. La delibera in questione è quella relativa ai lavori di messa in sicurezza del complesso scolastico di Valchiusa. Un progetto da un milione e mezzo di euro. La delibera in questione (approvata il 15 settembre scorso) riguarda l'approvazione del progetto definitivo dei lavori per l'adeguamento statico e antisismico del complesso scolastico di via Sismondi (costituito dall'elementare e dalla media Andreotti). E questa è indubbiamente una buona notizia. Ma, allora, dove sta il problema? In una semplice, ma preoccupante, frase, contenuta nella stessa delibera: «Si fa presente che, senza la realizzazione delle opere di cui sopra, appare impossibile garantire l'agibilità dell'immobile». Insomma, in un documento ufficiale del Comune si dice che attualmente per quella scuola non si può garantire l'agibilità, anche se, con l'inizio dell'anno scolastico, le aule si sono regolarmente riaperte. Tutto ha inizio con l'indagine condotta dall'Università di Firenze sulla vulnerabilità sismica dell'edificio. Indagine che ha portato a risultati allarmanti. Secondo la relazione del professor Enrico Mangoni l'intera struttura ha bisogno di una serie di interventi. Per l'adeguamento antisismico e, questa, se vogliamo non è una sorpresa: le leggi in materia di sicurezza degli edifici scolastici in caso di terremoto sono state recentemente modificate, e giustamente rese più severe. La conseguenza è che risultano "fuori norma" un gran numero di scuole, e il caso di Valchiusa non rappresenta certo un caso raro, né a livello locale, né a livello nazionale. A preoccupare un po' di più è un altro aspetto degli studi condotti, in base ai quali è stata «rivelata la necessità di adeguamenti statici». Insomma, quella scuola non sarebbe a rischio solo in caso di terremoto: di per se stessa quella struttura non viene ritenuta sicura. Da qui la necessità di una serie di interventi: un primo lotto di lavori da «eseguire nell'immediato» (per un importo, appunto, di un milione e mezzo): il rinforzo delle fondazioni esterne, il rinforzo dei "maschi murari" (con cucitura delle lesioni sulle travi in cemento armato e con la realizzazione di cuciture armate e di fasciature in fibra di carbonio), il rinforzo e ripristino della gronda e, procedendo due aule per volta, il rinforzo dei controsoffitti. È senza queste opere che «appare impossibile garantire l'agibilità dell'immobile». Opere che, si legge in delibera, potranno partire solo quando sarà trovato il finanziamento del milione e mezzo necessario. E anche questa è un'incognita.
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