Il dolore
Omicidio Paolini, Pacini potrà rivedere il figlio
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Il terrazzo da cui è caduto Alessio Paolini Secondo laccusa è stato spinto da Alessio Pacini Processo in Corte d'Assise: accolta dal tribunale la richiesta dei difensori
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MONTECATINI. Alessio Pacini, l'imbianchino di 36 anni di Montecatini, accusato di omicidio volontario dell'amico Alessio Paolini, di 40 anni, potrà incontrare il figlio. L'autorizzazione è arrivata dal tribunale dopo l'istanza presentata dagli avvocati che difendono l'uomo sotto processo in Corte d'Assise dove ieri mattina si è tenuta un'altra udienza. «Il mio cliente potrà riabbracciare il figlio - spiega l'avvocato Paolo Patelmo che con il collega Alessio Celli assiste l'imbianchino -. C'è l'ok del tribunale, mancano solo alcuni adempimenti burocratici dei servizi sociali». In aula sono comparsi come testi i vicini di casa di Paolini, i quali hanno tratteggiato la figura della vittima, le sue abitudini quotidiane, chi riceveva nell'abitazione di via Imbriani e quali fossero le sue frequentazioni. La prossima settimana il processo prosegue con i testi, tra cui un anatomopatologo, indicati dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco. Pacini accusato di aver ucciso Paolini durante una lite il 13 dicembre scorso facendo precipitare l'amico dal balcone della casa in via Imbriani. Le parti civili, rappresentate dall'avvocato Franco Bulleri del Foro di Pistoia, da Giannetto Guarducci e dal dottor Giovanni Ghilardi del Foro di Prato, sono l'ex moglie, il figlio minore, la mamma e la sorella. Secondo la difesa si è trattato di una caduta accidentale. Opposta la tesi della Procura secondo la quale Pacini, durante un litigio avrebbe spinto l'amico di sotto. P.B.
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