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Montecatini

Scuola, sos bidelli

La direttrice Paola Zecchi
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La direttrice Paola Zecchi

Uno in meno alla De Amicis dove nell'aula multimediale 12 computer sono senza internet

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MONTECATINI. Partenze scolastiche con i primi mugugni, soprattutto da parte dei genitori. Alla elementare De Amicis i timori per il pieno funzionamento della lavagna interattiva e la scarsa presenza dei bidelli vengono fugati dalla direttrice didattica, dottoressa Paola Zecchi.  La dirigente non nega i disagi tecnologici, ma riguardano l'aula multimediale. E sul fronte del personale di sorveglianza la responsabile della direzione didattica allarga le braccia e rimanda alla riforma Gelmini causa e risposta al disservizio.  Garantire la funzionalità della scuola tra le legittime aspirazioni di genitori e bimbi e le progressive riduzioni di organico imposte dal governo è un impegno da equilibristi in servizio permanente effettivo.  «Proprio per avere un quadro chiaro della situazione - afferma la direttrice didattica - per il 30 settembre ho convocato tutte le responsabili dei 13 plessi. Ci confronteremo per organizzarci al meglio».  Le difficoltà segnalate da alcuni genitori sul funzionamento della lavagna interattiva non risultano alla dottoressa Zecchi.  «Anzi - precisa - proprio ieri le insegnanti mi hanno riferito quanto i bimbi siano rimasti colpiti e meravigliati da questo nuovo strumento. Quello che non sta funzionando è l'aula multimediale. Ci sono problemi con il collegamento internet. Il nostro tecnico e quello del Comune stanno verificando cosa non va». Le postazione inutilizzate al momento sono una dozzina.  Se la tecnologia prima o poi si aggiusta, il capitolo bidelli appare un binario che porta solo al capolinea.  «Alla De Amicis il personale è sceso da 6 a 5 rispetto all'anno scorso - spiega la direttrice didattica -. Può essere capitato che all'ingresso della pre-scuola i genitori non abbiano trovato il bidello. È chiaro che con una persona in meno e le stesse incombenze da coprire qualcosa può non funzionare. Nel giro di due anni, tra insegnanti e organici Ata, abbiamo perso dodici persone». Ma il peggio, calcolando lo sviluppo della riforma Gelmini, arriverà con il prossimo anno scolastico.  «Da 33 i bidelli passeranno a 26 - chiarisce la dottoressa Zecchi -. Non so come faremo. Qualcuno dovrà lavorare su due plessi per coprire gli orari. E non è escluso che le sezioni più piccole possano restare scoperte. Sono ipotesi da verificare sul momento. Certo è che i numeri sono questi». P.B.

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