Attenzione
Era arrivato al punto di incendiare la vettura del nuovo compagno della sua ex
Minaccia il rivale in amore: condannato
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Il tribunale di Pistoia 2 MINUTI DI LETTURA
LAMPORECCHIO. Incolpava lui della fine del suo rapporto, del fatto che, dopo dieci anni, la sua storia d'amore fosse finita. E non si voleva rassegnare: il nuovo compagno della sua ex avrebbe dovuto farsi da parte in modo da concedere a lui un'altra possibilità. Così, per convincerlo, non aveva esitato a dargli fuoco all'auto e ha fargli arrivare, tramite conoscenti, ripetute minacce di morte telefoniche. Accusato di danneggiamento tramite incendio e minacce, l'uomo - 52 anni, residente a Pistoia - è comparso l'altra mattina davanti al giudice monocratico del tribunale. Riconosciuto colpevole, è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena. Il giudice lo ha condannato inoltre al risarcimento dei danni nei confronti della parte civile, rappresentata dall'avvocato Elena Baldi. L'incendio dell'auto era avvenuto nella notte tra Natale e Santo Stefano del 2007, a Lamporecchio, dove abitava la ex compagna dell'imputato e dove il nuovo fidanzato trascorreva due o tre notti alla settimana. In quell'occasione aveva parcheggiato la sua Renault Megane sotto casa della donna. Attorno all'una e mezzo di notte, sentita un'esplosione, si era affacciato alla finestra e aveva scorto l'auto in fiamme. In pochi minuti era andata completamente distrutta (già la notte tra il 23 e il 24 dicembre gli erano stati squarciati gli pneumatici). Qualche giorno dopo (l'8 e il 9 gennaio), le minacce telefoniche. Secondo l'accusa l'imputato aveva telefonato al circolo Arci del paese, dove la vittima era conosciuta. «Gli devi dire - aveva detto al titolare - che se non si fa da parte lo faccio saltare in aria, "boom", con la macchina». E ancora: «Digli che si ritiri quella montagna di grasso se no lo fò fori come ho fatto fori la macchina». Dopo che la vittima aveva sporto querela ai carabinieri, le indagini avevano portato ben presto al responsabile, che era stato denunciato a piede libero. Lunedì mattina, il processo e la condanna.
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