Sicurezza
Festa a Mastromarco per la maglia rossa di Vincenzo Nibali
Stefano Fiori
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Sopra a sinistra Giovannetti lultimo vincitore italiano della Vuelta con Vincenzo Nibali 3 MINUTI DI LETTURA
LAMPORECCHIO. Tifosi scatenati e un paese - la frazione lamporecchiana di Mastromarco - completamente mobilitato per il rientro dello "Squalo dello Stretto", alias Vincenzo Nibali, dalla trionfale trasferta alla Vuelta di Spagna. Due pullman e varie auto private, per un totale di circa 150 scatenati supporter facenti capo al Fan Club Vincenzo Nibali "I CanNibali", sono partiti da Mastromarco alle 14,30 per raggiungere l'aeroporto Vespucci di Firenze. E qui, puntuale alle 15,40, è atterrato l'aereo proveniente da Madrid che aveva tra i suoi passeggeri, oltre a Vincenzo Nibali, anche Mark Cavendish e Daniele Bennati. Le scene di giubilo degli appassionati di ciclismo di Mastromarco avevano come protagonista un Nibali ancora frastornato dalla notte di festeggiamenti organizzati dal team Liquigas-Doimo a Madrid, frastornato ma commosso e al settimo cielo per questa memorabile accoglienza. I tifosi, dopo aver "messo a soqquadro" lo scalo aereo fiorentino, hanno poi intrapreso dopo mezz'ora il viaggio di ritorno in Valdinievole. La prima tappa è stata piazza Berni a Lamporecchio, dove il sindaco Giuseppe Chiaramonte, Andrea Tafi e Marco Giovannetti, l'ultimo ciclista italiano (fino a domenica scorsa) ad avere vinto la Vuelta di Spagna nell'ormai lontano 1990, hanno premiato Nibali. Questi, dopo avere indossato la maglia rossa simbolo del primato in classifica della massima gara ciclistica a tappe iberica, si è concesso ben volentieri all'ovazione di alcune centinaia di sportivi radunati nella piazza antistante il palazzo comunale di Lamporecchio. Successivamente e di nuovo in pullman, lo "Squalo" è stato accompagnato fino alla sua villeta di Mastromarco, dove è rientrato percorrendo a piedi gli ultimi 100 metri su di un tappeto rosso, tra due ali di tifosi plaudenti che sbandieravano le bandiere blu e bianche del suo Fan Club. Tra i più commossi i due supertifosi Carlo Alberto Malucchi e Raniero Bindi, immortalati in mondovisione dalla Tv negli ultimi 2200 metri della tremenda salita di Bola del Mundo, dove Nibali ha costruito il suo trionfo sabato scorso. «Io e Raniero - racconta malucchi - ci eravamo posizionati all'inizio del tratto più duro dell'ultima salita e, insieme a un ragazzo aretino che non conoscevamo, eravamo gli unici tifosi di Nibali lungo quei tremendi duemila metri finali. In pratica eravamo in tre contro diecimila.... Quando gli altoparlanti sul percorso hanno annunciato che Mosquera aveva staccato Nibali c'è stato un boato impressionante che ci ha fatto sentire piccoli piccoli, ma poi ci siamo rincuorati e all'arrivo di Vincenzo ci siamo fatti sentire anche noi, meravigliando tutti». E qui entra in ballo anche Raniero Bindi che prosegue il racconto: «Abbiamo incominciato a correre a fianco di Nibali, fasciati con le bandiere del nostro Fan Club e io gli ho urlato "Vai, è lì, si piglia, si mangia". Vincenzo ci ha sentito e ha avuto come una reazione d'orgoglio, non avevo mai visto tanta cattiveria e determinazione nei suoi occhi: in quel momento ha vinto la Vuelta. Alla fine devo ammettere che i tifosi spagnoli sono stati molto sportivi, pieni di fair play. Che soddisfazione per noi ridiscendere mentre tutti ci applaudivano e ci porgevano il cinque, alla moda del basket». Dopo l'interminabile serie di festeggiamenti tra Lamporecchio e Mastromarco, Nibali ha fatto nuovamente le valigie e in tarda serata è partito per la Lombardia, dove si è aggregato alla nazionale italiana di ciclismo professionisti che oggi partirà per l'Australia, sede dei campionati del mondo di ciclismo in programma dal 27 settembre al 3 ottobre.
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