Il Tirreno

Montecatini

Dopo lo Sporting, il Torino calcio L'italoamericano Cala ci riprova

Lorenzo Mei
Joseph Cala
◗
Joseph Cala

2 MINUTI DI LETTURA





 MONTECATINI. Joseph Cala ci ha riprovato, stavolta puntando al mondo del calcio. Ricordate l'imprenditore italoamericano che voleva comprare il Montecatini Sporting Club alla fine dell'era Snai? Quello che una volta visto il Palaterme disse: «Troppo piccolo! Ne voglio uno da almeno ventimila posti». E che prometteva di vincere lo scudetto e la coppa dei Campioni nel giro di pochi anni? Potevano sembrare sparate fuori dal mondo, ma che volete che sia per uno che di mestiere costruisce (o per essere pignoli, progetta di costruire) gigantesche navi casinò e alberghi sottomarini? Basta dare un'occhiata al sito web www.undersearesort.com per farsene un'idea.  Oggi sembra impossibile, ma si arrivò a una trattativa e a una visita ufficiale in municipio, con tanto di foto insieme ai dirigenti rossoblù e al sindaco Ettore Severi. Tutti in buona fede, perché in quell'estate del 2000, in piena crisi, bisognava ascoltare le offerte di chiunque.  Lo scoglio che fece naufragare l'operazione fu il vile denaro: i "malfidati" rossoblù non accettarono cinque miliardi di lire in azioni della Cala Corporation, o gli assegni emessi in proprio al posto dei biglietti con la faccia dei presidenti americani. Cala tentò di spiegare: «La mia società è quotata in Borsa in Usa, gli assegni che emette sono esattamente come assegni circolari». Non fu creduto.  Dicevamo che Joe Cala, che all'anagrafe farebbe Giuseppe Calà, ci ha riprovato, e infatti qualche giorno fa la "Stampa" ha riportato di un suo tentativo di rilevare da Urbano Cairo nientemeno che il Torino calcio, una delle società più ricche di storia in Italia. Prezzo: 50 milioni di euro. L'obiettivo era, udite udite, di quotare la società alla borsa di New York.  Pare che anche in quel caso ci fosse un appuntamento fissato, ma poche ore prima del rendez-vous al potenziale acquirente arrivò la notizia della disdetta.  Il diretto interessato ci rimase male, dichiarando ai giornalisti: «Scrivetelo che Cairo non ha mai avuto intenzione di vendere». Chissà, magari anche a lui non andava di investire nel business del gioco d'azzardo anfibio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa