Sicurezza
ALLE TAMERICI
Bella mostra ma anche approssimazione
Cinzia Silvestri
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Ho visitato la mostra al Tamerici "Terme di Montecatini: fra tradizione e progetto", conscia che mi avrebbe commosso ed emozionato. Infatti il percorso ha toccato molte corde sensibili del mio animo bagnaiolo: ho ritrovato tante cose che già conoscevo, ho fatto piacevoli scoperte. La mostra è frutto di un lavoro eseguito con passione e competenza e di questo ringrazio coloro che l'hanno allestita. Ecco perché son rimasta mortificata di alcune cose che, a mio parere, sono mancate e che ne hanno in parte sminuito l'importanza. Molte delle sale erano al buio, con i faretti spenti che non permettevano di osservare bene le planimetrie storiche degli stabilimenti o altri documenti. A parte il personale all'entrata, il percorso non aveva controlli e molti cimeli esposti fuori le teche erano a rischio o di furto o di atti vandalici, dal momento che le telecamere non sono predisposte ad ampio raggio di visione. Non comprendo poi perché non si siano invitate le scolaresche a visitare la mostra, e perché non si sia pensato a trasformarla in allestimento permanente o itinerante in altri comuni. Qualche pecca non proprio trascurabile nelle didascalie (Triussa anziché Trilussa e Rotelli invece di Rutelli), di cui una appiccicata direttamente ad una foto, e un obbrobrio che avrei preferito non vedere: gocce di vernice di una imbiancatura nella "Sala della Mescita" sulle preziose ceramiche di Galileo Chini. In ultimo chiedo, affinché rimanga traccia di questa mostra, che gli enti si sforzino di coinvolgere Fondazioni bancarie per creare un catalogo dettagliato se non altro come strenna natalizia.
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