Il Tirreno

Montecatini

«Quella fiera non si deve fare»

Luciano Masini (Unim) e il Palacongressi
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Luciano Masini (Unim) e il Palacongressi

Per Unim viola la legge. Il Comune dice che è tutto in regola

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MONTECATINI. La questione dell'outlet itinerante non è di competenza del Comune. Che, al massimo, «può fare da mediatore» tra la Svendita fallimentare srl (la società organizzatrice dell'appuntamento) e il Palazzo dei congressi che ospiterà gli stand. Questa, in sintesi, la posizione espressa ieri dal sindaco, Giuseppe Bellandi insieme all'assessore alle attività produttive Fabio Tosi e al difensore civico Paola Monti, sulla dieci giorni della "convenienza". Una posizione che, evidentemente, non convince l'associazione dei commercianti Unim. Il cui presidente, Luciano Masini, anche ieri è tornato a chiedera di «intervenire immediatamente per evitare l'evidente violazione della legge, senza limitarsi a promettere di ripristinare la legalità dopo averne consentito la violazione».  Mattina. Ma andiamo per ordine, partendo appunto dalle dichiarazioni rese dal sindaco al mattino. «C'è una legge liberalizzante sulle iniziative in aree private - ha spiegato Bellandi - che consente eventi di questo tipo senza che il Comune debba rilasciare permessi o particolari autorizzazioni. L'unico documento che viene richiesto dagli uffici è la Dia, la denuncia di inizio attività, che la Svendita fallimentare srl ha regolarmente presentato il primo settembre scorso».  Arriva secca e chiara, dunque, con i documenti in mano, la risposta della giunta ai commercianti dell'Unim che ieri avevano attaccato la fiera temporanea "Moda e motori" perché «non favorisce lo sviluppo del territorio ma, anzi, lo impoverisce, considerate le caratteristiche del tessuto commerciale cittadino improntato sui negozi di vicinato». Con una nota, il Servizio sviluppo e affari generali del Comune precisa che «la fiera temporanea si svolgerà dal 18 al 26 settembre come previsto dal regolamento di attuazione della legge regionale n. 18 del 2005, e non si applica quanto disposto dal titolo II della legge regionale n.28 del 2005». In pratica, stando alla legge, si distinguono le fiere mercantili da quelle promozionali, e la loro location: area pubblica o area privata. «Il nostro compito - ha continuato Bellandi - è controllare che la legge sia rispettata ma non possiamo intervenire per limitazioni o modifiche di giorni o orari».  Pomeriggio. Come detto sopra, questa spiegazione non convince l'Unim. Che qualche ora dopo, in una nota a firma del presidente Masini, scrive di aver esaminato «sia pur rapidamente» gli atti relativi alla Fiera moda e motori, avvalendosi anche di un parere legale, e afferma che la destinazione d'uso del Palazzo dei congressi «non sarebbe di per sé compatibile neanche con l'attività fieristica (che è ben diversa da quella congressuale), quand'anche di questo effettivamente si trattasse».  «A maggior ragione - prosegue - la destinazione d'uso di cui sopra è incompatibile con l'attività di commercio al dettaglio, che è evidentemente quella che si vuole di fatto svolgere dietro lo strumentale richiamo dell'attività fieristica».  Il fine perseguito dagli organizzatori, inoltre, «non sarebbe in ogni caso riconducibile a una vera e propria manifestazione fieristica, almeno nel senso voluto e previsto dalla legge regionale toscana. Che si tratta di una vera e propria vendita (o svendita) risulta dagli stessi volantini che vengono diffusi dai promotori per annunciare la vendita di merce acquisita da "fallimenti, dissequestri, da sovrapproduzioni e da giacenze". Sarebbe quindi sufficiente la semplice acquisizione di questo volantino (che ha natura evidentemente confessoria) per inibire gli effetti della Dia (dichiarazione di inizio attività, ndr) disinvoltamente presentata dagli interessati».

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