Il dolore
Liniziativa prevista da domani con migliaia di griffe in vendita a prezzi stracciati
Fermate l'outlet itinerante
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Il Palazzo dei congressi ospiterà la maxi svendita di capi griffati e auto di lusso a prezzi stracciati Lo chiede Unim al Comune e al Palacongressi
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MONTECATINI. «Superficialità e mancanza di concertazione» nel dare il via libera a una struttura di medie dimensioni in pieno centro e dubbi sulle normative che ne hanno consentito l'apertura. L'associazione dei commercianti Unim parte all'attacco dell'outlet itinerante (che farà tappa al Palazzo dei congressi per dieci giorni, a partire da domani, e che metterà in vendita 50mila tra capi di abbigliamento, scarpe e borse), chiedendo al Comune di fare marcia indietro. «Abbiamo appreso dal Tirreno - scrive in un comunicato il presidente dell'Unim, Luciano Masini - la notizia dell'apertura di un outlet itinerante nei locali del Centro congressi. La notizia ci lascia sbigottiti». Masini passa poi a elencare le motivazioni di questa presa di posizione. «Considerate le caratteristiche del tessuto commerciale cittadino improntato verso gli esercizi di vicinato (circa 700 negozi, 100 operatori all'interno del mercatino del Grocco, 197 operatori ambulanti al mercato settimanale), considerata l'importanza che i negozi rivestono per la vitalità del territorio, considerati gli sforzi che gli imprenditori sostengono quotidianamente per far fronte alle difficoltà imposte dalla crisi generalizzata e l'impegno profuso nel catalizzare l'attenzione commerciale attraverso iniziative organizzate di marketing (Centro commerciale naturale), ci poniamo due domande: con quale superficialità e mancanza di concertazione si autorizza una iniziativa come quella letta, oltretutto in un periodo di auspicato potenziale lavoro rispetto al resto dell'anno? Attraverso quali disposizioni normative viene concessa l'apertura di una media struttura di vendita in zona centrale?». «La nostra associazione - prosegue Masini - sostiene la necessità di una attenta valutazione da parte dell'amministrazione comunale verso tutte quelle iniziative commerciali a spot che non favoriscono lo sviluppo del territorio, ma, anzi, lo impoveriscono. Riteniamo altresì che una iniziativa come quella pubblicizzata non sia possibile svolgersi per una serie di motivazioni di legge e regolamenti». «Auspichiamo, in conclusione - termina il presidente - che il Comune e il concessionario dei locali ripensino alle scelte fatte in considerazione delle motivazioni finora esposte e delle conseguenze che potrebbero derivare da un compimento non legittimo delle proprie azioni».
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