Il Tirreno

Montecatini

Tra le famiglie in difficoltà sono stati distribuiti tagliandi di acquisto per un valore di 55mila euro, cui se ne aggiungeranno altri 26mila

Contro la crisi a Borgo arriva la "Bat moneta"

Francesca Maltagliati
Il sindaco di Buggiano Daniele Bettarini
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Il sindaco di Buggiano Daniele Bettarini

Hanno avuto successo i buoni del Comune da spendere nei negozi del territorio

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  BORGO A BUGGIANO. In città, da un anno a questa parte, gira una strana moneta. A vederla di sfuggita potrebbe essere scambiata per un foglio da cinque euro, ma un occhio attento si accorgerebbe immediatamente che non si tratta di una banconota. Bastano le dimensioni, più grandi di quelle consuete, o il materiale (carta semplice, nessuna filigrana), o il fatto che, al posto della firma del governatore della Banca d'Italia, c'è quella del sindaco di Buggiano, per rendersi conto che non si tratta di una banconota vera e propria.  Ma allora cos'è questo foglio con su scritto 5 euro, con il quale si può anche fare acquisti? Si chiama Bat, acronimo che sta per «Buono di acquisto territoriale».  Un'invenzione del sindaco di Buggiano Daniele Bettarini, per dare un aiuto concreto alle famiglie meno abbienti. «L'idea - spiega Bettarini - è nata nel 2009, in pieno periodo di crisi, per dare un contributo a chi ne ha più bisogno. Volevamo dare un sostegno ma, invece di erogare direttamente il denaro, abbiamo pensato a un modo perché questo contributo fosse ancor più vantaggioso per il nostro territorio».  E così sono nati i Bat, buoni acquisto che, come dice il nome stesso, possono essere spesi solo all'interno del territorio comunale di Buggiano, in quegli esercizi commerciali che hanno stipulato un accordo con il Comune. Un'idea per aiutare chi ha bisogno e i piccoli commercianti locali. Sono oltre trenta i negozi di Borgo che partecipano all'iniziativa e in cui possono essere spesi i Bat, mentre è stata esclusa la grande distribuzione. Si tratta essenzialmente di negozi che vendono generi alimentari (macellerie, panai, fruttivendoli e così via), ma sono incluse anche farmacie, mercerie, ferramenta ed elettricisti. La formula è semplice: chi ha avuto diritto ai buoni può recarsi direttamente nei negozi convenzionati, che sono segnalati sul retro dei buoni stessi, e spenderli come se fossero denaro. I commercianti poi portano i buoni in Comune che li rimborsa seconda le modalità di pagamento concordate. I bat vengono assegnati tramite un bando annuale in base ad alcuni criteri quali il reddito, la composizione del nucleo familiare, l'affitto. I soldi stanziati vengono poi distribuiti agli assegnatari in più tranche durante l'anno.  Dal giugno 2009 fino a oggi sono stati emessi buoni di acquisto per un valore di circa 55mila euro e, a dicembre, è prevista un'ultima tranche di altre 26mila euro. Dei 55mila euro emessi, 47mila sono già stati spesi e incassati dai commercianti borghigiani.  «Da come questi buoni sono stati usati fino ad ora - continua il sindaco - si capisce quanto sia realmente utile questa iniziativa». E difatti la maggior parte dei buoni distribuiti sono serviti all'acquisto di generi di prima necessità: il 60% è infatti stato speso in generi alimentari, il 21% in prodotti sanitari e solo il 19% in altri prodotti.

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