Finanza
Il ministro Brambilla dribbla i cacciatori
Alessandro Gasperini
nzi
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Dopo il forfait del ministro Altero Matteoli sabato sera, anche la titolare del dicastero del Turismo, attesa ieri alla chiusura della festa provinciale del Pdl al Minigolf, ha deluso le aspettative dei militanti del partito di Berlusconi. Michela Brambilla, però, con la sua assenza ha lasciato (parzialmente) a bocca asciutta anche i cacciatori che, poco prima delle 21, si erano dati appuntamento nel vicino piazzale della Torretta (totalmente senza illuminazione pubblica, in un'atmosfera che somigliava più a una riunione "carbonara") per contestare alcune sue dichiarazioni ritenute ostili all'attività venatoria.
Ma il bouquet di roselline che si erano procurati per omaggiare, nonostante tutto, la ministra dai "capelli di fuoco", non è andato sprecato: a ritirarlo è stata infatti l'onorevole Monica Faenzi. All'ex candidata a governatore della Toscana, che si è presentata accompagnata dal consigliere regionale Roberto Benedetti, la delegazione formata dai presidenti provinciali delle tre associazioni delle doppiette (Giovanni Pratesi di Federcaccia, Mario Bargiacchi di Arcicaccia e Carlo Maltagliati del Cpe) ha consegnato anche il documento indirizzato alla Brambilla, nel quale si fa presente che «la caccia è un diritto garantito dalla Costituzione e quindi le dichiarazioni da un rappresentante del governo dovrebbero essere "super partes" rispetto a questa attività». Una cinquantina di associati nel frattempo erano in attesa sul marciapiede sostenendo un grande striscione che recitava: "I cacciatori francesi hanno le deroghe, noi la Brambi...".
L'incontro si è svolto dopo che la manifestazione del Pdl era terminata con il discorso tenuto dal coordinatore nazionale del partito, Denis Verdini. Ad ascoltarlo c'erano circa duecento simpatizzanti, seduti con le famiglie ai tavolini a mangiare pizze e un po' distratti nel dare un'occhiata alle immagini del campionato di calcio che scorrevano sul maxischermo sintonizzato su Sky.
A proposito dell'inchiesta sulla P3, Verdini ha dichiarato che dalle notizie pubblicate sui giornali non c'è nessuna nuova accusa: «Sono le stesse cose sulle quali io ho già dato le risposte, non ne do altre. La P3 è un bel titolo ma non c'è niente. Vedrete nel proseguo delle indagini». Una cosa che secondo lui è già successa più volte, anche al presidente del Consiglio: «Certi giudici vorrebbero fare come nel '94 (quando arrivò l'avviso di garanzia a Berlusconi al G8 di Napoli, ndr) e ribaltare la volontà popolare. Se le stragi del '92 ci fossero state due anni più tardi, i magistrati avrebbero già emesso un mandato di arresto per Berlusconi. Ma ai teoremi dell'accusa non tornano i tempi: c'è uno scarto di un anno e mezzo tra le stragi e la scesa in campo di Berlusconi».
Ma il bouquet di roselline che si erano procurati per omaggiare, nonostante tutto, la ministra dai "capelli di fuoco", non è andato sprecato: a ritirarlo è stata infatti l'onorevole Monica Faenzi. All'ex candidata a governatore della Toscana, che si è presentata accompagnata dal consigliere regionale Roberto Benedetti, la delegazione formata dai presidenti provinciali delle tre associazioni delle doppiette (Giovanni Pratesi di Federcaccia, Mario Bargiacchi di Arcicaccia e Carlo Maltagliati del Cpe) ha consegnato anche il documento indirizzato alla Brambilla, nel quale si fa presente che «la caccia è un diritto garantito dalla Costituzione e quindi le dichiarazioni da un rappresentante del governo dovrebbero essere "super partes" rispetto a questa attività». Una cinquantina di associati nel frattempo erano in attesa sul marciapiede sostenendo un grande striscione che recitava: "I cacciatori francesi hanno le deroghe, noi la Brambi...".
L'incontro si è svolto dopo che la manifestazione del Pdl era terminata con il discorso tenuto dal coordinatore nazionale del partito, Denis Verdini. Ad ascoltarlo c'erano circa duecento simpatizzanti, seduti con le famiglie ai tavolini a mangiare pizze e un po' distratti nel dare un'occhiata alle immagini del campionato di calcio che scorrevano sul maxischermo sintonizzato su Sky.
A proposito dell'inchiesta sulla P3, Verdini ha dichiarato che dalle notizie pubblicate sui giornali non c'è nessuna nuova accusa: «Sono le stesse cose sulle quali io ho già dato le risposte, non ne do altre. La P3 è un bel titolo ma non c'è niente. Vedrete nel proseguo delle indagini». Una cosa che secondo lui è già successa più volte, anche al presidente del Consiglio: «Certi giudici vorrebbero fare come nel '94 (quando arrivò l'avviso di garanzia a Berlusconi al G8 di Napoli, ndr) e ribaltare la volontà popolare. Se le stragi del '92 ci fossero state due anni più tardi, i magistrati avrebbero già emesso un mandato di arresto per Berlusconi. Ma ai teoremi dell'accusa non tornano i tempi: c'è uno scarto di un anno e mezzo tra le stragi e la scesa in campo di Berlusconi».
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