Proteste
Sotto sequestro il macchinario killer
Indagini per ricostruire la dinamica dell'incidente mortale di Calamari
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PESCIA. È stato posto sotto sequestro il macchinario trituratore nel quale, ieri mattina, ha perso la vita Adrian Marius Bilt, operaio di 36 anni addetto alla manutenzione all'azienda "3F Ecologia", la ex cartiera Panigada di Calamari. Da ricostruire la dinamica dell'incidente. Al momento della tragedia nell'azienda vi erano solo due persone: la vittima e il cognato (pure lui dipendente della 3F Ecologia), ma quest'ultimo si trovava a una certa distanza dal luogo dell'infortunio e non avrebbe assistito direttamente all'accaduto. Ancora sotto choc, il parente della vittima ha raccontato alla polizia - intervenuta per i rilievi - di essere stato richiamato dal grido di dolore di Adrian Marius, e di averlo trovato a terra schiacciato dal cancello (una vera e propria porta pesante decine di chili). Immediatamente ha alzato lo sportello, ma l'uomo era praticamente già morto a causa del trauma da schiacciamento toracico riportato. Un trauma che non ha lasciato scampo e che ha reso completamente inutili tutti i tentativi di rianimazione operati dai soccorritori (della Pubblica Assistenza e dell'automedica) intervenuti da Pescia. Adesso la magistratura - che ha messo sotto sequestro il macchinario - è al lavoro per cercare di capire cosa sia successo con esattezza e di individuare eventuali responsabilità. I primi rilievi sul posto sono stati fatti dal personale del servizio prevenzione infortuni dell'Asl3 e dagli agenti del commissariato di polizia di Pescia. Un nuovo controllo tecnico sul macchinario incriminato (uno è già stato fatto ieri mattina) è annunciato per domani, alla ricerca di eventuali guasti o difetti. Sempre domani, alle 14,30 all'ospedale di Pescia (dove si trova la salma dell'uomo), la dottoressa Martina Focardi e il tecnico Walter Calugi faranno l'esame autoptico, alla ricerca di nuovi indizi. Ogni ipotesi, dal guasto all'errore umano, al momento viene ritenuta valida. Non viene esclusa nemmeno quella di un infortunio preceduto da un malore della vittima (che potrebbe dare una spiegazione all'accaduto). Adrian Marius Bilt era comunque considerato un operaio esperto, e godeva della massima fiducia da parte dei titolari dell'azienda (una ditta specializzata nel recupero e riciclaggio, in particolare della carta). Viveva nello stesso complesso dell'ex cartiera, e da ben 7 anni si occupava della manutenzione dei macchinari. Ieri aveva iniziato a svolgere il suo lavoro di buon ora quando, poco prima delle 7 del mattino, aveva aperto lo sportello per accedere al macchinario (utilizzato per la separazione dei residui della carta). Resta da capire anche la ragione che ha spinto l'uomo a introdursi all'interno dello stesso, se per un'operazione di pulizia, se per normale manutenzione o per riparare un eventuale guasto. In ogni caso la causa diretta di morte non sarebbe riconducibile agli ingranaggi del macchinario stesso, quanto piuttosto al pesante sportello di ingresso, che si sarebbe improvvisamente e inspiegabilmente richiuso, colpendo mortalmente l'operaio proprio mentre stava passando. Luigi Spinosi Francesca Maltagliati ALTRO SERVIZIO A PAGINA 5
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