Il Tirreno

Montecatini

Sprangato a sangue davanti a un bar

Pietro Barghigiani
La sede del Soccorso Pubblico in via Manin
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La sede del Soccorso Pubblico in via Manin

È stato ferito alla testa con un tubo, aggressori in fuga

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 MONTECATINI. L'unica certezza è un uomo ferito dopo essere stato preso a sprangate.  Chi sia stato al momento è un fitto mistero su cui le forze dell'ordine stanno cercando di fare chiarezza.  Non solo loro. Anche gli amici del dominicano di 43 anni bastonato intorno alle 18 in una via del centro da un gruppo di persone che poi si è dileguato da ieri sera sono alla ricerca degli autori del raid. L'extracomunitario non è in gravi condizioni, anche se è stato necessario il ricovero, soprattutto per le lesioni alla testa dovute ai colpi ricevuti durante il pestaggio.  L'aggressione. Stando a quanto riferito dall'immigrato alcune persone, di nazionalità straniera, gli si sono avvicinate mentre era davanti ad un bar di via Garibaldi. All'improvviso lo hanno assalito con un tubo. Lo hanno raggiunto alla testa e al braccio destro con il quale ha cercato di difendersi parando i colpi sferrati con violenza nel corso di quella che ai testimoni del pubblico esercizio e dei residenti accorsi in strada è sembrata un'autentica spedizione punitiva. Il 43enne aveva un coltello e lo ha mostrato agli aggressori per spaventarli, ma ha spiegato ai soccorritori di non aver ferito nessuno. Dopo aver preso la raffica di sprangate, l'uomo ha avuto la forza di trascinarsi a piedi al Soccorso Pubblico, il presidio medico più vicino dal punto in cui è avvenuto il pestaggio.  I soccorsi. Il personale sanitario ha prestato le prime cure al dominicano che nel frattempo è stato raggiunto dagli amici. In pochi minuti i locali dell'associazione di via Manin si sono riempiti di giovani preoccupati per le sorti dell'amico e decisi a vendicarsi del trattamento riservato al connazionale. Le ferite alla testa hanno provocato una seria perdita di sangue, subito tamponata dai soccorritori che hanno poi deciso di trasferire il 43enne all'ospedale di Pescia. È rimasto sempre cosciente, anche se scosso per le botte ricevute. Quando l'ambulanza è partita gli amici si sono messi in macchina per seguirla al Cosma e Damiano. Altri hanno scelto di dare la caccia agli assalitori.  I motivi. In serata il dominicano è stato sentito dalle forze dell'ordine. Gli investigatori hanno voluto ricostruire la sua versione dei fatti, ma soprattutto si sono soffermati sull'eventuale conoscenza tra lui e gli sprangatori e su quali potessero essere i motivi da innescare una rappresaglia messa in atto con tale violenza in una via del centro e in pieno giorno.  I precedenti. I regolamenti di dissidi tra immigrati a base di bastoni e coltelli sono la norma. Tra albanesi e romeni, ma anche all'interno della stessa comunità dominicana, per far valere ragioni o chiarimenti su questioni aperte spesso vengono fatte parlare le lame.  

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