Il dolore
L'ex sindaco Severi si schiera con Fini
Giovanna La Porta
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Ettore Severi, ex sindaco di Montecatini, candidato del Pdl alla presidenza della Provincia alle ultime amministrative e (poi) consigliere provinciale dimissionario, sta con Gianfranco Fini. Si schiera con il presidente della Camera partendo da Generazione Italia, l'embrione finiano che attraverso la costituzione di circoli culturali disseminati sul territorio nazionale ha già dichiarato il proprio appoggio all'ex leader di Alleanza nazionale. Severi, con una conferenza stampa convocata ieri in Cascina a ridosso dell'attesa e discussa passerella di ministri e personaggi politici del Pdl in occasione della prima festa provinciale del Pdl, ha annunciato infatti la fondazione di un circolo Generazione Italia Valdinievole. Che, al momento, non compare nella lista dei club ufficiali di GI inseriti sul sito www.generazioneitalia.it. Ma è già presente con un gruppo su Facebook e ha un indirizzo email al quale gli interessati possono scrivere per ottenere informazioni: generazioneitalia.valdinievole@gmail.com.
Con Severi ci sono anche l'ex sindaco di Pescia Roberto Fambrini e una trentina di ragazzi animati dal ventiduenne Giacomo Manfredi (coordinatore del circolo), studente di medicina proveniente da una breve esperienza nell'ambito dei circoli Giovine Italia, legati al Pdl. Severi, cosa farete per farvi conoscere? «Stiamo organizzando un convegno per il mese di ottobre. E poi c'è il web, strumento di diffusione per eccellenza. Il momento, a livello nazionale, è difficile. Abbiamo avvertito la necessità di aderire al manifesto culturale lanciato da Generazione Italia. Per ora attraverso Internet, prossimamente con momenti di confronto diretti». Dopo qualche mese di assenza, riprende così il suo impegno politico? «Sono sempliciemente animato dall'entusiasmo di di mettere la mia esperienza a disposizione dei giovani. Con meno partito e più cultura. Generazione Italia è una rete culturale partita dalle grandi città, che in poco tempo ha subìto uno sviluppo eponenziale. Credo nella nuova generazione: sono entrato a 35 anni in politica da sindaco, senza fare gavetta. Ora c'è un disorientamento generale. I giovani meritano di più. Dobbiamo lavorare per riaffermare valori come lo Stato, la famiglia, la libertà, la giustizia, l'onestà». Ma il passaggio naturale sarà quello di confluire in Futuro e Libertà, una volta che si costituirà in partito. «Io faccio parte della numerosa popolazione ex An sorpresa per strada dall'annessione con Forza Italia. A marzo 2009 è stata chiusa Alleanza Nazionale. Nell'immediato non abbiamo avuto scelta. Poi ho accettato di candidarmi con il Pdl alla presidenza provinciale. Fini non ha brillato di coerenza ma ha riconosciuto l'errore. Sbagliare è umano. Ha ammesso che nessuno lavora per applicare i metodi della democrazia per arrivare al bene comune. Il presidente della Camera non vede realizzato un sistema trasparente di dibattito e un calendario di riforme. Condividiamo questa posizione. Il centrodestra rappresenta tutto ciò che non si dovrebbe fare, una politica nella quale non ci riconosciamo. Perché si è dimesso da consigliere provinciale del Pdl? «Non mi andava di stare seduto in un'area che, in realtà, non mi aveva appoggiato. Inoltre, il centrodestra ha frenato nel nostro Comune la nascita di una fucina politica e culturale di giovani. Con Generazione Italia dobbiamo ripartire proprio da questo punto. A livello regionale, il coordinamento è stato uno sfacelo: la Toscana di centrodestra è stata svenduta. Ci sono delle eccezioni: penso ad Alessandro Capecchi a Pistoia». Lei si ritiene coerente? «Sì, assolutamente. Non ho mai fatto ribaltoni. Come ho detto, ho accettato di entrare in un progetto che era stato ormai deciso dall'alto. Ma non ho mai preso la tessera del Pdl. Nel portafoglio conservo ancora quella di An del 2009. Al momento opportuno mi sono anche fatto da parte». Nel frattempo ha "diversificato" la sua attività economica: la sua famiglia ha acquisito la gestione di Villa Albertina a Montecatini Alto. «Mia moglie e mia figlia l'hanno trasformata. Ora si chiama BBplace: si tratta di quattro suite d'autore».
Con Severi ci sono anche l'ex sindaco di Pescia Roberto Fambrini e una trentina di ragazzi animati dal ventiduenne Giacomo Manfredi (coordinatore del circolo), studente di medicina proveniente da una breve esperienza nell'ambito dei circoli Giovine Italia, legati al Pdl. Severi, cosa farete per farvi conoscere? «Stiamo organizzando un convegno per il mese di ottobre. E poi c'è il web, strumento di diffusione per eccellenza. Il momento, a livello nazionale, è difficile. Abbiamo avvertito la necessità di aderire al manifesto culturale lanciato da Generazione Italia. Per ora attraverso Internet, prossimamente con momenti di confronto diretti». Dopo qualche mese di assenza, riprende così il suo impegno politico? «Sono sempliciemente animato dall'entusiasmo di di mettere la mia esperienza a disposizione dei giovani. Con meno partito e più cultura. Generazione Italia è una rete culturale partita dalle grandi città, che in poco tempo ha subìto uno sviluppo eponenziale. Credo nella nuova generazione: sono entrato a 35 anni in politica da sindaco, senza fare gavetta. Ora c'è un disorientamento generale. I giovani meritano di più. Dobbiamo lavorare per riaffermare valori come lo Stato, la famiglia, la libertà, la giustizia, l'onestà». Ma il passaggio naturale sarà quello di confluire in Futuro e Libertà, una volta che si costituirà in partito. «Io faccio parte della numerosa popolazione ex An sorpresa per strada dall'annessione con Forza Italia. A marzo 2009 è stata chiusa Alleanza Nazionale. Nell'immediato non abbiamo avuto scelta. Poi ho accettato di candidarmi con il Pdl alla presidenza provinciale. Fini non ha brillato di coerenza ma ha riconosciuto l'errore. Sbagliare è umano. Ha ammesso che nessuno lavora per applicare i metodi della democrazia per arrivare al bene comune. Il presidente della Camera non vede realizzato un sistema trasparente di dibattito e un calendario di riforme. Condividiamo questa posizione. Il centrodestra rappresenta tutto ciò che non si dovrebbe fare, una politica nella quale non ci riconosciamo. Perché si è dimesso da consigliere provinciale del Pdl? «Non mi andava di stare seduto in un'area che, in realtà, non mi aveva appoggiato. Inoltre, il centrodestra ha frenato nel nostro Comune la nascita di una fucina politica e culturale di giovani. Con Generazione Italia dobbiamo ripartire proprio da questo punto. A livello regionale, il coordinamento è stato uno sfacelo: la Toscana di centrodestra è stata svenduta. Ci sono delle eccezioni: penso ad Alessandro Capecchi a Pistoia». Lei si ritiene coerente? «Sì, assolutamente. Non ho mai fatto ribaltoni. Come ho detto, ho accettato di entrare in un progetto che era stato ormai deciso dall'alto. Ma non ho mai preso la tessera del Pdl. Nel portafoglio conservo ancora quella di An del 2009. Al momento opportuno mi sono anche fatto da parte». Nel frattempo ha "diversificato" la sua attività economica: la sua famiglia ha acquisito la gestione di Villa Albertina a Montecatini Alto. «Mia moglie e mia figlia l'hanno trasformata. Ora si chiama BBplace: si tratta di quattro suite d'autore».
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