Il Tirreno

Montecatini

Piano di rilancio da aggiornare

In alto l’Au delle Terme Spa Paola Paganelli ritratta con il suo predecessore Giovanni Fiori
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In alto l’Au delle Terme Spa Paola Paganelli ritratta con il suo predecessore Giovanni Fiori

L'amministratrice Paganelli ascoltata in commissione regionale

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 MONTECATINI. «Il piano di rilancio delle Terme di Montecatini procede secondo le priorità stabilite, con la riduzione del numero degli stabilimenti e un ruolo strategico affidato alla ristrutturazione delle Leopoldine. Dovrà essere aggiornato nel tempo, così come dovranno essere valutate le ambizioni sulla base di verifiche costanti sulla risposta turistica e con un forte senso di realismo, senza pensare di dover tornare al periodo di massimo splendore degli anni Sessanta». Questo il commento di Caterina Bini (Pd), presidente della commissione regionale Sviluppo economico, al termine dell'audizione di Paola Paganelli, amministratore unico delle Terme. L'audizione è stata l'occasione per verificare lo stato di attuazione del piano industriale e del complessivo progetto di rilancio della Spa.  La riduzione degli stabilimenti, il rinnovo, già ultimato, delle Terme Redi, la grande ristrutturazione delle Terme Leopoldine su progetto dell'architetto Fuksas, il restauro compensativo del Tettuccio.  E ancora, la dismissione di altri stabilimenti, con gli introiti delle importanti vendite immobiliari come asse portante del risanamento e opportunità di riqualificazione urbana del centro città. L'obiettivo del raddoppio dei ricavi entro il 2015, la forte campagna di promozione in atto e l'accordo con gli Uffizi per una mostra da allestire nel marzo 2011. Queste le linee principali tratteggiate da Paola Paganelli.  «I ricavi nei primi otto mesi del 2010 - ha detto l'amministratrice - sono in crescita rispetto al 2009, il confronto tra ricavi e costi (margine operativo lordo) nel 2009 vede dimezzata la perdita (800mila euro), l'attenzione ai costi è il metodo di lavoro fondamentale».  «Importante la dismissione degli immobili sul bilancio urbanistico, per il quale il Comune di Montecatini dovrà fare appieno la propria parte», osserva Nicola Nascosti (Pdl), vicepresidente della commissione, che chiede chiarimenti «sulla sostenibilità finanziaria del piano industriale e su ruolo e intenzioni di Fidi Toscana in merito alle ipotesi di prestito obbligazionario, se intenda limitarsi a svolgere la funzione di advisor o diventare a sua volta sottoscrittore».  Il prestito obbligazionario, ha spiegato Paola Paganelli, «è una fonte ulteriore al momento non quantificabile; con Fidi Toscana che svolge esclusivamente un ruolo di advisor e nient'altro, abbiamo effettuato una analisi di pre-fattibilità».  «Il piano industriale va avanti, le alienazioni di immobili hanno superato le resistenze che c'erano - dice Giuseppe Del Carlo (Udc) - erano previsti investimenti degli enti locali per tornare al pareggio di bilancio e favorire quindi una nuova privatizzazione della società, ora interamente pubblica. Se un coinvolgimento del Comune può prolungarsi nel tempo, la partecipazione della Regione con una quota di circa il 50% della società non può prolungarsi. I tempi di attuazione del piano dovranno essere rispettati anche per i risultati di gestione».  A fronte di un piano industriale «in pieno processo di espansione e crescita - dice Matteo Tortolini (Pd) - è da valutare con attenzione il rapporto quantitativo tra alienazioni degli immobili, accesso al credito e interventi dei soci».  Tortolini ravvede la necessità di «rilanciare la promozione, costruire sinergie più robuste, ad esempio collegando il sistema termale con l'area costiera. E che fare una volta concluso il risanamento è questione non banale, soprattutto in ragione della partecipazione pubblica nella società».

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